World Cleanup Day 2026 al via in 190 Paesi a partire dal 20 settembre e fino al 20 ottobre
Più di un miliardo di pasti finisce ogni giorno nella spazzatura mentre, dall’altra parte del mondo e spesso anche nelle stesse città in cui il cibo viene buttato, milioni di persone continuano a fare i conti con la fame e l’insicurezza alimentare: è da questa contraddizione che parte il World Cleanup Day 2026, presentato questa mattina al Centro Direzionale di Napoli, in vista della mobilitazione internazionale che prenderà il via il 20 settembre.
Ambiente e volontariato, dunque, ma quest’anno con un’attenzione particolare allo spreco alimentare, scelto come tema centrale di una manifestazione che coinvolge circa 190 Paesi e che, con lo slogan “From Clean Plates to Clean Cities”, prova ad allargare il concetto stesso di pulizia delle città: non soltanto raccogliere ciò che viene abbandonato nelle strade, sulle spiagge o nei parchi, ma intervenire prima che quel rifiuto venga prodotto.
I numeri spiegano la dimensione del problema: secondo i dati delle Nazioni Unite, nel 2022 sono state sprecate circa 1,05 miliardi di tonnellate di cibo tra famiglie, ristorazione e commercio al dettaglio, pari al 19 per cento degli alimenti disponibili ai consumatori, mentre il 60 per cento dello spreco è riconducibile proprio alle abitazioni. Una perdita che non è soltanto alimentare ed economica, perché produrre ciò che poi viene gettato significa consumare inutilmente acqua, suolo ed energia e contribuire alle emissioni responsabili del cambiamento climatico.
Dalla Campania partiranno anche le iniziative legate a “Puliamo il Mondo”, mentre durante l’incontro è stato affrontato il tema di rafforzamento degli strumenti normativi contro lo spreco alimentare, affiancando alle giornate di raccolta dei rifiuti un lavoro che coinvolga associazioni, istituzioni e cittadini nella prevenzione e nel recupero delle eccedenze.



