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Un morto e 14 feriti nel maxi tamponamento sulla A16: poteva essere una strage come quella del viadotto Acqualonga

Un muro di auto davanti, evitare l’impatto. E’ quello che ha fatto l’autista dell’autobus in viaggio verso Roma che sulla A16 Napoli – Canosa, nel territorio di Vallesaccarda provincia di Avellino, ha visto la morte con gli occhi. Era quasi l’alba quando il flixbus proveniente da Foggia con a bordo 38  persone, quasi tutte dormienti, si  ritrovato dinanzi a 5 auto coinvolte in un precedente tamponamento a catena. Una sterzata per aggirare le automobili ferme sulla carreggiata, un testa coda prima di travolgere un’auto ferma, la botta contro il guard rail per poi finire in una scarpata profonda dieci metri. 

 Il bilancio parla di un morto e 23 feriti, ma poteva essere una strage. A perdere la vita un immigrato della Costa d’Avorio, rimasto vittima del tamponamento, mentre risultano critiche le condizioni del giovane nordafricano rimasto ferito nell’incidente. Al secondo autista del bus, di Frosinone, è stata amputata una gamba. Indagini della Procura di Benevento, che ha aperto un fascicolo per omicidio stradale colposo e lesioni plurime. Su alcune auto, risultate tutte senza assicurazione, viaggiavano trasportando merce contraffatta, molti extracomunitari di origini africane. Un’altra auto coinvolta nel tamponamento era occupata da una coppia di fotografi diretta a Napoli per un matrimonio. Alcuni degli immigrati, secondo i rilievi della polstrada, si sarebbero allontanati volutamente proprio perché clandestini, mentre sono rimasti sul luogo dell’incidente solo quelli feriti.

Eencomiabile il lavoro dei vigili del fuoco  e di tutte le forze dell’ordine che hanno lavorato per molte ore prima per riuscire a recuperare tutte le persone a bordo del flixbus finito nel burrone. Giuseppe Soave di Segni (Roma), l’autista di 63 anni alla guida, risultato negativo all’alcoltest, ha racconta che dopo il volo nella scarpata è stato lui a rompere i vetri del bus, mentre il suo collega era imprigionato tra le lamiere, e consentire ai passeggeri di mettersi in salvo. I passeggeri del flixbus riferiscono tutti di essere stati svegliati da un “uno schianto tremendo”,ritrovandosi all’improvviso uno sull’altro, strisciando pancia a terra nello spazio lasciato dal bus inclinato per cercare di mettersi in salvo. Paura ma soprattutto la grazia di essere scampati alla morte subito dopo aver visto lo scenario dell’incidente. Un vero miracolo che inevitabilmente ha riportato la mente e la cronaca dell’incidente stradale avvenuto sulla A16, la strage del viadotto Acqualonga in cui il miracolo non ci fu e morirono persone, la sera del 28 luglio 2013 quando, all’altezza di Monteforte Irpino, quando un autobus di pellegrini precipitò dal viadotto in una scarpata.

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