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Un Attent: il punto sulla Festa dei Gigli dal 2019 al 2021

Una Festa ferma da due anni e con nessuna prospettiva

Per la seconda volta, la Festa dei Gigli viene rimandata.

L’appuntamento è quindi rimodulato al giugno 2022, come ormai ben noto ed ufficializzato dalle istituzioni; ma il serio timore è che l’ombra proiettata dal Covid rischi di eclissare problematiche ben note nel contesto del folklore di questa kermesse.

Perché se è vero che molteplici strati sociali, economici e culturali hanno fatto i conti con una pandemia che ha drammaticamente acuito situazioni già precarie, il discorso può essere esteso anche a questa manifestazione. Le radici, fatte di tradizioni e dinamiche secolarizzate, sono state minacciate a prescindere dell’avvento del Coronavirus.

L’ora più buia: il 2019

Sono ancora vivide, nella mente degli affezionati, nolani e non solo, gli avvenimenti che hanno segnato la conclusione del capitolo datato anno 2019. Ben due obelischi impossibilitati a completare il percorso canonico, conseguenti ripercussioni sulla tabella di marcia per tutte le macchine da festa con risultati disastrosi e ben al di fuori della capacità gestionale degli organi preposti.

Titoli di coda ad una deriva che si trascina ormai da decenni, in assenza di timonieri dal comando vigoroso; il tutto, da inquadrare in una più generale involuzione frivola di questa manifestazione culturale. Una rara forma di culto, in onore di San Paolino, che come poche, nel corso dei secoli, ha saputo congiungere religione e socialità in un anno di preparazione e rituali il cui risultato si condensa in un giorno che freme di entusiasmo, energia ed emozioni.

L’ennesima brutta pagina, che riportava al tremendo day after della Festa dei Gigli 2012, quando addirittura i Gigli in legno vennero abbandonati in buona parte lungo le strade del centro storico. Tutto sembrava ripetersi con lo stesso copione posticcio: la possibilità di riflettere su una Festa in caduta libera spazzata via con le assegnazioni delle nuove maestranze. La folgorazione del potere taumaturgico di una realtà che nasce proprio quando muore; con buona pace alla necessità di comprendere cosa stia andando storto e come fare per riprenderne le redini.

Nuovi maestri di festa, nuovi pasticci tra Gigli, paranze, divisioni musicali, Fondazione che legifera ed Ente Comunale che tenta di mediare. Cambiare tutto per cambiare niente, come insegna “Il Gattopardo”. Ma qualcosa è cambiato. Ed il 2020 è la cicatrice che tutti, purtroppo, abbiamo sulla pelle.

La Festa sospesa: il 2020

Quando si era ormai archiviato il consueto scambio di Bandiere tra vecchi e nuovi Maestri di Festa, quindi di fatto ogni calendario in quel di Nola aveva cerchiato in rosso la data del 28 giugno, arriva qualcosa di sinistro.

A suo modo, di apocalittico.

Il Coronavirus si propaga, con rapidità disarmante, tra i Continenti, e non risparmia l’Italia e la Campania. Distanziamento sociale, coprifuoco, dispositivi di protezione individuale diventano corollario di una nuova, anormale, quotidianità. Il Governo sentenzia, a ridosso della primavera, misure drastiche come il rinvio a data da destinarsi di tutti gli eventi che prevedono assembramenti di persone. La Festa dei Gigli edizione 2020 è cancellata, come solo le guerre erano riuscite a fare in passato.

Si apre ad un giugno insolito, fatto di ricordi, di speranze e di buone intenzioni. L’estate scivola via leggera come la brezza in riva al mare, aprendo ad un autunno ed un inverno particolarmente rigidi a causa della famigerata terza ondata di Covid. Sembra di tornare al punto di partenza, e nel letargo dei freddi la kermesse in onore di San Paolino diventa la Festa Sospesa: anche per l’anno a venire le possibilità di riveder danzare gli obelischi sono ridotte al lumicino.

Se è vero che la vita umana è fatta di eventi che si ripetono, certe cose nell’ambito di questo folklore si stanno ripetendo con preoccupante ciclicità. Come un anno prima, la primavera altro non porta che un rinvio reso necessario dalle poche garanzie di sicurezza in caso di assembramenti. Non è ancora tempo di Gigli, ed i Maestri di Festa sono proiettati ad un mandato unico nel suo genere, che durerà circa tre anni.

Non se lo auspicavano, neanche un folle si sarebbe augurato qualcosa del genere perché il bello di questa manifestazione sta anche in quel lasso di tempo definito che porta ad un dispendio enorme in termini di risorse, energetiche ed economiche.

Il 2021, un presente pieno di incognite

Ma tant’è, la nuova anormalità si conferma anche nel ritorno degli impicci tra Fondazione Festa dei Gigli e Comune di Nola. Un feeling mai sbocciato, che si conferma nelle più recenti paturnie della politica. Si vorrebbe depauperare un organo esterno che non ha mai espresso una piena efficacia; le imputazioni parlano di criticità nel problem solving e nella valorizzazione culturale da impostare attraverso la programmazione.

Il presente è buio, il futuro è una trappola. Due anni dopo, quella pagina sbavata d’inchiostro, che simbolicamente doveva chiudersi per segnare una nuova apertura, continua ad apparire impiastricciata e capace di macchiare chi prova a mettere le mani alla Festa dei Gigli.

Giandomenico Piccolo

Redattore, conduttore del Telegiornale e di Videonola Sport.

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