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Tufino: Cava Olivella petizione dei cittadini per chiedere alla Regione interventi urgenti

La cava è ancora operativa, si scava e le polveri entrano nelle case. Si depositano sui panni stesi, si infilano tra le finestre socchiuse, si respirano ogni giorno e diventano una presenza costante che opprime chi vive tra Schiava e Olivella, a ridosso delle ex discariche Paenzano e dell’impianto Stir di Tufino. È da qui che parte l’appello sottoscritto da 439 cittadini di Tufino, Casamarciano, Comiziano e Visciano, che hanno scritto alla Regione Campania denunciando un’attività estrattiva ritenuta fuori controllo, un impatto ambientale giudicato devastante e il mancato rispetto delle prescrizioni previste dal Piano Regionale delle Attività Estrattive. 

 

Non solo paesaggio compromesso e colline sventrate, ma timori concreti per la salute pubblica, alla luce di monitoraggi che in passato avevano già segnalato livelli significativi di polveri sottili e la necessità di approfondire il rischio sanitario. La petizione è stata indirizzata, oltre che al presidente Fico, anche all’assessore alle Attività Produttive Fulvio Bonavitacola, all’assessora all’Ambiente Claudia Pecoraro e all’assessore alla Sanità. Nel documento i firmatari denunciano che l’attività estrattiva, attiva da decenni, non rispetterebbe le prescrizioni del Piano Regionale delle Attività Estrattive (PRAE) del 2006. In particolare, vengono richiamati articoli relativi a tipologie di coltivazione, riduzione dell’impatto acustico e atmosferico, geometria delle scarpate e criteri di ricomposizione ambientale.

 

In un territorio che ha già convissuto con discariche e impianti di trattamento rifiuti, la cava ancora in funzione diventa il simbolo di un equilibrio che, secondo i residenti, si è definitivamente spezzato.  

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