Trasnova, svolta per Pomigliano: nuova società pronta ad assumere 32 lavoratori, investimento da 18 milioni
Trentadue posti di lavoro e un investimento da circa 18 milioni di euro rappresentano il primo sbocco industriale concreto nella lunga vertenza Trasnova di Pomigliano d’Arco, con una newco costituita dalle holding dei gruppi Hoffmann, attivo nella filiera aerospaziale, e Telese, presente nel settore automotive, che al tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha manifestato la disponibilità ad assorbire almeno 32 lavoratori, che dovranno essere formati e addestrati per le nuove attività produttive.
Il progetto punta all’installazione nell’area di Pomigliano di macchinari di precisione capaci di garantire una produzione flessibile, inizialmente destinata alla realizzazione di parti di volo per il settore aerospaziale e successivamente estendibile ad altre tipologie di componenti. Un passaggio che introduce anche un elemento di diversificazione industriale in un territorio tradizionalmente legato all’automotive e che, negli ultimi anni, ha pagato direttamente le difficoltà della filiera collegata allo stabilimento Stellantis.
La proposta arriva dopo mesi particolarmente difficili per i lavoratori Trasnova, società impegnata nella logistica degli stabilimenti Stellantis. Nel febbraio scorso l’azienda aveva avviato la procedura di licenziamento collettivo per 94 dipendenti, 53 dei quali impiegati a Pomigliano d’Arco, facendo precipitare nuovamente una vertenza già segnata da presìdi, scioperi e confronti istituzionali.
Il punto di svolta era arrivato il 30 aprile, praticamente alla vigilia dell’effettiva uscita dei lavoratori, quando Trasnova aveva ritirato i licenziamenti e concesso la cassa integrazione per cessazione dell’attività fino al 31 dicembre. Una soluzione che aveva scongiurato nell’immediato la perdita dei posti di lavoro, senza tuttavia risolvere il nodo principale: trovare nuovi progetti industriali capaci di garantire una ricollocazione stabile agli addetti rimasti senza commessa.
È esattamente su questo terreno che si inserisce ora la disponibilità della newco Hoffmann-Telese. Per almeno 32 lavoratori la prospettiva comincia dunque a trasformarsi da ammortizzatore sociale a possibile nuova occupazione, anche se la partita campana resta aperta perché la platea da ricollocare è di circa cinquanta addetti.
I sindacati metalmeccanici considerano il progetto una risposta importante, ma chiedono che il percorso non si fermi ai primi 32 posti e puntano sul sostegno della Regione Campania per ampliare il numero delle assunzioni. Parallelamente viene sollecitato il Mimit, insieme alle Regioni interessate dalla vertenza Trasnova, a proseguire la ricerca di nuovi investitori anche negli altri territori, dove sono già state avviate attività preliminari di politica attiva del lavoro.