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Tradito dal cane, preso il latitante Francesco Abbinante in una villetta a Castel Volturno

Una villetta isolata, un cagnolino. La poca fantasia di chi vive per sfuggire al carcere rendendo facile il lavoro agli investigatori che ormai conoscono bene abitudini e punti deboli dei latitanti. Anche questa volta è stato un cagnolino a tradire il fuggitivo Francesco Abbinate, reggente dell’omonimo clan.

Era già successo a Luigi Cacciapuoti, 64 anni, trovato a Villaricca e stanato grazie al cagnolino della compagna. Questa volta invece nella stessa dinamica è finito Abbinate, sfuggito ad un blitz nel novembre scorso, facendo perdere le sue tracce.

Si nascondeva in una villetta di Castel Volturno, nel Casertano, e ad attirare l’attenzione dei carabinieri è stato un cagnolino. I carabinieri della Compagnia di Napoli Stella, coadiuvati in fase esecutiva da quelli del Nucleo Investigativo di Napoli, hanno rintracciato e dato esecuzione a una misura cautelare in carcere nei confronti del 25enne. 

In seguito a ininterrotta attività d’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.
Abbinante era sfuggito alla cattura disposta dal Tribunale di Napoli in relazione ad un’inchiesta della DDA il 7 novembre scorso nell’ambito di un’inchiesta che vedeva coinvolti 37 indagati per associazione per delinquere finalizzata alle estorsioni e al traffico di stupefacenti, appartenenti al clan Abbinante. Ad attirare l’attenzione delle forze dell’ordine l’abbaiare di un cane, unica compagnia per il boss durante la sua latitanza. Al momento dell’irruzione era infatti solo in casa con l’amico a quattro zampe “traditore”. 

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