Torre Annunziata, demolita la torre di Palazzo Fienga. Prefetto: “profondo valore simbolico”
Per decenni è stato il simbolo del malaffare, l’emblema di un sistema di potere criminale fatto di sangue e terrore all’ombra del Vesuvio, nel 2015 fu confiscato alla camorra. Oggi quando a Palazzo Fienga, roccaforte del clan Gionta, è andata giù la torre simbolicamente si è messo fine a quella storia per voltare pagina.
Da luogo simbolo della camorra locale a spazio per la collettività. Per anni si è dibattuto sul futuro dell’area. Il progetto prevede la realizzazione di un parco pubblico attrezzato e di uno spazio polifunzionale, in una zona dove mancano spazi per bambini, giovani, famiglie. Da luogo di terrore a luogo di aggregazione, condivisione.
L’intervento di demolizione è stato eseguito dal 21esimo reggimento Genio guastatori della brigata Garibaldi dell’Esercito italiano, nel totale rispetto del cronoprogramma predisposto dalla Struttura tecnica per la progettazione dell’Agenzia del Demanio, coordinato ed attuato, con procedure straordinarie a firma del commissario straordinario per la riqualificazione il Prefetto Giuseppe Priolo. Le operazioni di demolizione erano iniziate lo scorso 9 aprile scorso.
“Non è soltanto un intervento urbanistico” ribadisce il prefetto di Napoli Michele di Bari, ma dice ha anche “un profondo valore simbolico”. La demolizione rappresenta, secondo il prefetto, il ripristino della legalità e diventa l’emblema della presenza dello Stato in un territorio segnato per anni dalla pressione della criminalità organizzata.



