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Torre Annunziata – Caso cisterne: raccolta firme

Era il giugno del 2018 quando, su iniziativa del Comitato Salera, decine e decine di cittadini assieme anche ad esponenti politici, come la senatrice Virginia la Mura, scesero in strada per dire no alla costruzione di due nuove cisterne nell’area portuale, tacciandole di essere una “Bomba ecologica”.

Una questione caduta un po’ nel dimenticatoio dopo lo stop ai lavori. Ora però dopo l’ok a procedere con il progetto, ricevuto dalla Isecold, da parte della Regione Campania, il caso cisterne è tornato a tener banco.

Ad accendere ancor di più gli animi di cittadini, attivisti ed esponenti politici, la mancanza di un punto all’ordine del giorno, per discutere del tema, durante lo scorso consiglio comunale che tuttavia, come assicurato dal presidente, sarà presente nella prossima seduta dell’assise, ma anche l’arresto del dirigente dell’ufficio tecnico comunale. Infatti secondo Orfeo Mazzella, attivista del Movimento 5 Stelle oplontino, “Il ruolo dell’UTC è stato determinante, in particolare dei dirigenti e dei funzionari che hanno fatto parte della commissione paesaggistica” motivo per cui affermò di voler chiedere “Al Procuratore Nunzio Fragliasso di essere sentito anche sulla questione Cisterne”.

Battaglia che prosegue anche sul web e sui social con una raccolta firme, che nelle ultime ore ha superato quota 2500, per chiedere di non autorizzare la costruzione di nuovi serbatoi di idrocarburi sulla spiaggia pubblica Salera di Torre Annunziata, “Poiché -si legge nelle motivazioni- oltre al danno ambientale verrebbe danneggiato il paesaggio con l’alterazione delle principali visuali e degli elementi qualificanti e connotativi del territorio costiero”.

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