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Torre Annunziata – Caso Ariano: si decide sulla scarcerazione

Dovrebbe arrivare nei prossimi giorni la decisione della Corte di Cassazione sulla scarcerazione di Nunzio Ariano, ex dirigente dell’Ufficio tecnico di Torre Annunziata, dopo il no del Riesame alla concessione dei domiciliari.

Ariano, arrestato lo scorso 28 dicembre in flagranza di reato da parte degli uomini Guardia Di Finanza di Torre Annunziata per “induzione indebita a dare o promettere utilità”, era stato trovato in possesso di 10.000 Euro in contanti poco prima consegnatigli a titolo di “tangente” da Vincenzo Supino, legale rappresentante della Supino Group, affidatario di un appalto relativi all’adeguamento infrastrutturale, dettato dal perdurare della pandemia da Covid-19, di alcuni istituti scolastici.

Posizione dell’ex dirigente oplontino ulteriormente aggravatasi il 3 aprile scorso con l’esecuzione di un’altra ordinanza di custodia cautelare, in carcere, emessa dal GIP della Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Il motivo è quello di aver ricevuto, secondo le ricostruzioni, in un periodo che va da settembre a ottobre 2019 e sempre dallo stesso imprenditore, 2mila Euro. Una somma che Ariano avrebbe indotto a consegnarli a fronte dell’emissione di due mandati di pagamento, relativi ad altrettanti appalti, per lavori di manutenzione straordinaria di alcuni alloggi comunali del Parco Penniniello.

Il 2 aprile, sempre le fiamme gialle oplontine, avevano dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di 12mila euro, 2mila relativi al motivo dell’ultima ordinanza cautelare e 10mila connessi alla precedente.

Secondo le indagini, infatti, Ariano aveva già ricevuto altri 10mila euro prima di quelli consegnatigli alle 7 scogliere il 28 dicembre.

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