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Tangenti per cambiali ad un imprenditore di Arzano, tra gli arrestati anche il figlio di Ciruzzo o’ Milionario

C’è anche il boss Vincenzo di Lauro, figlio di Ciruzzo o Milionario, nel novero degli arresti eseguiti dai militari di Casoria e Ros dei carabinieri. Cinque in tutto le persone finite in manette, nell’ambito di un’operazione coordinata dalla direzione distrettuale antimafia. Gli uomini del clan che ha dato vita alla lunga scia di sangue dopo la girata degli scissionisti, secondo il quadro accusatorio, vantavano il diritto di proprietà sul bar di un imprenditore di Arzano, costringendolo a pagare tangenti tramite cambiali. 

L’indagine, che ha avuto inizio nel novembre del 2023, ha portato alla luce un intricato sistema di estorsione orchestrato da tre soggetti appartenenti al clan Di Lauro di Secondigliano ai danni di un commerciante di Arzano. La vittima, nel corso degli anni, è stata costretta a versare consistenti somme di denaro per evitare ritorsioni e minacce di morte. Il modus operandi del clan era subdolo e calcolato: dopo il rifiuto del commerciante di cedere loro il suo bar, i membri del clan lo avrebbero costretto a pagare 70.000 euro in rate mensili da 1.000 euro ciascuna, sottoscrivendo altrettante cambiali come garanzia. Questo sistema di estorsione sarebbe proseguito fino al luglio del 2022, quando la vittima ha ceduto l’attività pensando di porre fine alle minacce. Tuttavia, i membri del clan non si sono fermati qui: a gennaio del 2023, con l’apertura di un nuovo bar da parte del commerciante in un’altra zona di Arzano, hanno ripreso le loro richieste estorsive, minacciando di morte in caso di rifiuto.

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