Sequestrati e fatti brillare 44 chili di esplosivo, in vista di Capodanno controlli dei carabinieri e campagna nelle scuole
A Napoli la prevenzione contro i botti di Capodanno comincia molto prima della notte del 31 dicembre e passa dalle aule scolastiche. È qui che il nucleo artificieri del Comando Provinciale dei Carabinieri concentra una parte rilevante della propria attività, affiancando al lavoro operativo un’azione costante di informazione rivolta soprattutto agli studenti delle scuole medie.
L’obiettivo è ridurre il numero di incidenti legati all’uso improprio di fuochi d’artificio, un fenomeno che ogni anno provoca feriti gravi e, in alcuni casi, conseguenze permanenti. Gli artificieri spiegano in modo diretto cosa accade quando un petardo viene maneggiato senza consapevolezza, chiarendo che il pericolo non riguarda solo i prodotti illegali ma anche quelli regolarmente in commercio se utilizzati fuori dalle regole.
Durante gli incontri viene illustrata la differenza tra artifizi autorizzati e botti clandestini, spesso costruiti senza alcun controllo e con caratteristiche assimilabili a ordigni improvvisati. Viene ribadito che i prodotti legali non sono giocattoli e che errori di accensione, l’uso in ambienti chiusi o il recupero di petardi inesplosi rappresentano alcune delle cause più frequenti di lesioni.
Particolare attenzione è riservata ai dispositivi più insidiosi. I petardi a sfregamento, oggi sempre meno diffusi, restano tra i più pericolosi quando realizzati illegalmente: un difetto di assemblaggio può provocare l’esplosione immediata, prima ancora del lancio. Ma l’emergenza più attuale riguarda i petardi cilindrici di medie dimensioni, come magnum e cobra, spesso prodotti clandestinamente e camuffati da articoli regolari attraverso la contraffazione di marchi e confezioni.
Nelle scuole viene richiamata anche la normativa vigente. Gli artifizi di categoria F1 possono essere acquistati solo dai maggiori di 14 anni, quelli di categoria F2 dai maggiorenni, e le istruzioni riportate sulle etichette devono essere rispettate senza eccezioni. Gran parte degli incidenti, spiegano gli artificieri, nasce proprio dalla sottovalutazione di queste regole.
Accanto alla prevenzione, i dati dell’attività repressiva restituiscono la dimensione del fenomeno. Dall’inizio dell’anno gli artificieri del Comando Provinciale di Napoli hanno distrutto 44 chili di esplosivo, oltre a 3 granate da guerra e 2 bombe a mano sequestrate tra città e provincia. Un quantitativo che comprende anche cipolle, cobra, bombe sinner e altro materiale pirotecnico illegale, con una capacità distruttiva complessiva paragonabile a quella di un ordigno aereo.