Scisciano, 8 misure cautelari per l’omicidio Colalongo: inchiesta sulla guerra di camorra
Omicidio aggravato da modalità e finalità di stampo mafioso. E’ l’accusa a carico di otto persone, ritenute responsabili dell’uccisione di Ottavio Colalongo, avvenuta a Scisciano il 17 dicembre scorso. Il provvedimento è stato notificato dai Carabinieri di Castello di Cisterna su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Sotto accusa sono finiti Daniele Augusto, Bernardo Cava, Luca e Matteo Covone, Christian Della Valle, Ciro Guardasole, Eduardo Polverino e Giovanni Tarantino.
Un regolamento dei conti per il controllo criminale del territorio e la gestione degli affari illeciti nelle zone di Marigliano, Scisciano e San Vitaliano. Da una parte i gruppi riconducibili ai Luongo, agli Aloia e ai Covone, dall’altra la famiglia dei Filippini. Questo spaccato emerge dall’inchiesta coordinata dal pm Henry John Woodcock insieme all’aggiunto Sergio Ferrigno. Secondo gli investigatori il raid sarebbe stato pianificato da tempo, per volontà dei vertici del sodalizio camorristico.
Tra i nomi spicca quello di Bernardo Cava, cinquant’anni, indicato dagli investigatori come un esponente di primo piano dell’omonimo clan attivo a Quindici. E le indagini hanno anche evidenziato un sistema di alleanze tra organizzazioni camorristiche operanti in alcune zone della provincia di Avellino ma anche ad Afragola e Acerra. Un quadro ampio, in continua evoluzione, quello che viene fuori dalle carte dell’inchiesta, fatto di fibrillazioni criminali. I presunti mandanti dell’omicidio sono già detenuti. Ottavio Colalongo che viaggiava a bordo del proprio scooter in via Garibaldi fu raggiunto dai sicari che gli esplosero contro diversi proiettili, uno al volto, quello mortale, quando era già a terra. Per il pregiudicato non ci fu scampo.



