Scafati, chieste dimissioni di Aliberti. Il sindaco: “Pronto a ricandidarmi”
La maggioranza che sostiene il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, è in forte difficoltà. A meno di due anni dalle elezioni comunali, quattro consiglieri eletti nella sua coalizione: Gennaro Avagnano, Paolo Attianese, Maria Berritto e Assunta Barone; hanno firmato una mozione di sfiducia insieme ai nove consiglieri di opposizione. Ora la parola passa al consiglio comunale, che dovrà essere convocato entro trenta giorni per discutere l’atto.
Nel frattempo il sindaco continua a rivendicare l’azione amministrativa portata avanti finora, mostrando sui social cantieri aperti, lavori di riqualificazione ed eventi organizzati, e lancia stoccate a chi in passato ne aveva chiesto le dimissioni, come gli esponenti di Fratelli d’Italia Cristoforo Salvati e Mario Santocchio.
All’attacco va il Partito democratico. Il segretario cittadino Giuseppe Fontanella e i consiglieri Michele Grimaldi e Francesco Velardo chiedono apertamente le dimissioni di Aliberti, sostenendo che non esista più una maggioranza in grado di governare la città. I dem denunciano fallimenti su più fronti, dallo sperpero di denaro pubblico alla mancanza di programmazione, dal mancato rispetto del Piano di rientro con la Corte dei Conti all’aumento delle tasse, fino all’assenza di politiche sociali, del lavoro e di sostegno alle imprese, oltre a disordine urbanistico e abusivismo edilizio. Per il Pd, in assenza della maggioranza uscita dalle urne, occorre ridare la parola agli elettori.
Il sindaco, dal canto suo, prende atto delle tredici firme apposte alla mozione ma afferma di non conoscerne ancora il contenuto. In caso di sfiducia, Aliberti si dice pronto a ricandidarsi, rivendicando le opere avviate e i progetti di riqualificazione urbana, e annunciando una nuova campagna elettorale all’insegna dei programmi e di una coalizione coesa.


