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Saviano – Ricorso elettorale, discussione fissata per il 16 febbraio

Discussione attesa per il 16 febbraio prossimo, quando dinanzi alla Seconda Sezione del TAR Napoli, si deciderà sul ricorso presentato dal candidato sindaco, Felice Ambrosino, per l’annullamento della proclamazione degli eletti, e di fatto, del risultato delle elezioni del 20 e 21 settembre scorso a Saviano.

Una sentenza che potrebbe sovvertire l’esito del voto che, specie al primo turno, ha visto concretizzarsi una serrata lotta scheda a scheda tra Ambrosino e Virgilia Strocchia, sfidante al turno di ballottaggio del poi sindaco Vincenzo Simonelli, la quale scavalcò l’imprenditore savianese per soli 9 voti.

Sarebbero state diverse le irregolarità emerse durante il voto denunciate da Ambrosino ed evidenziate nel ricorso depositato dall’avvocato Olimpia Napolitano. Oltre le contestazioni sulle interpretazioni di diverse schede all’interno delle sezioni 7-8-12-13-16, l’imprenditore savianese ha posto l’accento sull’irregolare chiusura della sezione 5, dove al suo interno nella giornata di lunedì 21 si recò a votare una donna poi risultata positiva al COVID-19, decretando la sospensione delle operazioni di voto per gran parte della giornata.

Considerazioni cerchiate in rosso ed obiettate da Vincenzo Simonelli. Nella memoria presentata dallo studio Vitale, unitamente agli eletti delle liste a supporto della sua candidatura, la fascia tricolore evidenzia la pochezza delle prove addotte all’interno del ricorso da Ambrosino.

In primis, secondo Simonelli la contestata chiusura della Sezione 5 sarebbe stata decisa dall’ASL in tarda mattinata, quando il più delle operazioni di voto sarebbe stato espletato. Sospensione straordinaria dettata dalla causa di forza maggiore (leggasi, la pandemia), ma che comunque avrebbe garantito la legittimità delle operazioni di voto, specie ai 18 elettori presenti nei seggi al momento della chiusura.

Inoltre, per gli avvocati di Simonelli non sussisterebbero motivazioni per l’annullamento delle schede contestabili nelle sezioni incriminate, denunciate nella propria memoria da Ambrosino. Già dai verbali, infatti, non emergerebbero annotazioni che indichino contestazioni da parte dei rappresentanti delle liste a supporto di Ambrosino, il quale avrebbe temerariamente avanzato ricorso su elementi di cui si sarebbe venuti a conoscenza tramite testimonianze indirette, senza addurre prove concrete a supporto delle tesi fondanti il ricorso.

In parole povere, per Simonelli Ambrosino avrebbe avanzato ricorso basandosi su “supposizioni o illazioni”, atte ad ottenere un riconteggio delle schede scrutinate nella speranza che produca un risultato elettorale diverso.

Trenta giorni che si preannunciano di passione, in attesa che il TAR dirima la questione.

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