Sarno: scioglimento comune dal Tar richiesta di documentazione senza omissis

Gli omissis che finora hanno coperto nomi, rapporti e circostanze contenuti nella documentazione sullo scioglimento del Comune di Sarno potrebbero presto lasciare spazio agli atti integrali, perché il Tar del Lazio, chiamato a pronunciarsi sul ricorso presentato dall’ex sindaco Francesco Squillante contro il decreto di scioglimento per infiltrazioni della criminalità organizzata, ha disposto l’acquisizione della documentazione completa sulla quale si è fondata la decisione del Governo.
La Prima Sezione del Tribunale amministrativo, dopo la Camera di Consiglio del 26 agosto, ha ordinato alle amministrazioni interessate di depositare entro 45 giorni la relazione della Commissione d’accesso e gli atti collegati nella loro versione integrale, senza le parti oscurate che caratterizzano la documentazione resa pubblica nelle scorse settimane, fissando contemporaneamente l’udienza di merito per il 10 febbraio 2027.
Una decisione che non sospende lo scioglimento e non modifica, almeno per ora, il commissariamento del Comune, ma che apre una fase particolarmente delicata del contenzioso, perché i giudici amministrativi potranno valutare direttamente il materiale originario relativo ai rapporti tra esponenti politici, dipendenti, imprenditori e soggetti indicati nelle informative come vicini agli ambienti della criminalità organizzata.
Tra i nomi già emersi nelle vicende che hanno preceduto lo scioglimento figurano quelli di Massimo Graziano e della moglie Rubina Pignataro, nominata nel 2024 nel Nucleo indipendente di valutazione del Comune e successivamente rimossa dall’incarico, mentre nella relazione trovano spazio anche affidamenti, procedure urbanistiche, concessioni di beni comunali, assunzioni e rapporti che gli ispettori hanno ritenuto meritevoli di approfondimento.
Lo scioglimento del Consiglio comunale era stato deliberato dal Governo lo scorso giugno e disposto per diciotto mesi, dopo il lavoro della Commissione d’accesso insediata nel 2025 e le valutazioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Il prossimo passaggio sarà dunque il deposito degli atti integrali, destinato a chiarire quali persone e quali vicende si nascondano dietro alcune delle formule anonime utilizzate nella relazione pubblica, mentre il giudizio sulla legittimità dello scioglimento entrerà nel vivo il prossimo 10 febbraio.