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San Vitaliano, si chiude la XIV edizione del Premio Artisti per la pace. Falcone: “Ognuno dia il suo contributo contro la guerra”

“ Si vis pacem, para pacem”. La sintesi perfetta è racchiusa nelle parole di Paolo VI pronunciate dal presidente dell’associazione “La Fontana del Villaggio” Antonio Falcone che da quattordici anni promuove a San Vitaliano il “Premio Artisti per la Pace”. Nella Chiesa Maria Santissima della Libera, gremita in ogni suo posto, si è tenuta oggi la cerimonia di premiazione del concorso alla presenza degli studenti, del corpo docenti e delle associazioni organizzatrici dell’evento. L’iniziativa mira a sensibilizzare l’opinione pubblica e i giovani su temi come la nonviolenza e i diritti umani attraverso il tema “Profeti disarmati per una pace disarmata e disarmante”. Il concorso rappresenta ormai un appuntamento consolidato nel panorama culturale campano, capace di richiamare artisti da ogni parte della regione e di promuovere un dialogo tra generazioni e territori, attraverso l’arte e la parola.


L’evento ha visto la partecipazione di numerosi artisti e il supporto di numerose realtà nazionali come il Forum sociosanitario della diocesi di Nola, primo gruppo diocesano a costituirsi in Italia. . Le opere in gara sono state valutate da una giuria tecnica composta dalla filosofa Esther Basile, dal medico Maria Rosaria Rubulotta e dalla giornalista Carmela Maietta. Per la sezione Poesia, i primi premi sono stati assegnati a Samuel Accetta di Mugnano del Cardinale (I.C. “Giovanni XXIII – Giuseppe Parini” di Baiano) e a Melody D’Amore di Marigliano (Liceo “Cristoforo Colombo”). Nella sezione Prosa trionfano Anna Maryam Velotti di Scisciano (I.C. “Omodeo – Beethoven”) e Juliana Panico di Castello di Cisterna (ITI “Eugenio Barsanti”). Per la sezione Immagine, i primi posti vanno a Felice Napolitano di Nola (I.C. “Omodeo – Beethoven”) e a Celine Chehimi di Marigliano (Liceo “Cristoforo Colombo”). Durante l’evento, il presidente Antonio Falcone ha presentato la scultura in bronzo del Maestro Giuseppe Cacace, un’opera che simboleggia la resistenza e la fragilità della pace, intesa come una tensione continua e un equilibrio necessario da ricercare nelle relazioni umane.

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