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Salerno Ance – edilizia: spiragli di ripresa

Il clima imprenditoriale nel settore delle costruzioni segnala l’inizio di un’inversione di tendenza principalmente nel segmento delle aziende che producono un fatturato fino a 5 milioni di euro. Meno significativo il miglioramento delle aspettative fino al termine dell’anno in corso che si registra, invece, negli altri due ambiti di riferimento considerati dal Centro Studi ANCE Salerno (imprese con fatturato compreso tra 5 e 20 milioni di euro ed imprese con fatturato oltre 20 milioni di euro).

L’analisi delle risposte fornite dal campione di aziende iscritte ad ANCE Salerno – intervistate nei mesi scorsi – alla luce degli ultimi dati congiunturali disponibili e delle previsioni sul Pil del Mezzogiorno e della Campania ne 2015 e nel 2016, confermano un quadro di sostanziale difficoltà del tessuto produttivo provinciale e regionale, anche se va evidenziata la maggiore fiducia nel miglioramento della situazione soprattutto da parte di quelle aziende che hanno lavorato alla ridefinizione del proprio profilo operativo dal punto di vista del posizionamento sul mercato.

Le microimprese e le partite Iva specializzate operanti nel comparto edile hanno lanciato negli ultimi mesi una vera e propria “offensiva” door to door per intercettare la domanda di piccoli lavori di ristrutturazione e di efficientamento energetico. In altre parole, appena il risparmio familiare ha mostrato segnali di “scongelamento”, si è verificata una maggiore attività, che però non ha avuto effetti rilevanti sulla dinamica produttiva delle aziende più strutturate. Ne consegue che la maggiore fiducia delle imprese dell’intera filiera delle costruzioni rischia di regredire in mancanza di interventi efficaci dal punto di vista degli investimenti pubblici o della velocizzazione delle procedure inerenti le gare di appalto in via di espletamento. È per questa motivazione – spiega il Centro Studi ANCE Salerno – che le aziende con fatturato compreso nella fascia 5/20 milioni di euro mostrano maggiore cautela sulle possibilità di effettiva ripartenza del comparto nel breve periodo.

“Le evidenze derivanti dall’indagine del Centro Studi della nostra associazione – ha dichiarato il Presidente di ANCE Salerno Antonio Lombardi – aggiungono un’ulteriore conferma sul versante della capacità di resistenza delle imprese della filiera delle costruzioni. Ammesso che ce ne fosse bisogno, il tessuto provinciale delle aziende edili ribadisce la massima propensione a cogliere le poche opportunità che emergono dal mercato: sono le famiglie in questo momento a richiedere piccoli lavori di ristrutturazione e di efficientamento energetico in considerazione delle agevolazioni fiscali. Avendo recuperato maggiore fiducia, hanno deciso di attingere in maniera più consistente al risparmio ed investono sulla casa, che è il bene primario al quale fanno riferimento. E, quindi, sono le piccolissime imprese locali che hanno scelto sapientemente di riconvertirsi, specializzandosi in lavori di qualità e tecnicamente anche complessi. Ma – continua Lombardi – è chiaro che manca all’appello un piano serio e ben strutturato di investimenti pubblici in grado di rimettere in moto le aziende medio/grandi che da mesi attendono l’avvio di lavori per i quali sono già state espletate le gare pubbliche o che auspicano un percorso meno accidentato e macchinoso per la spesa effettiva dei fondi europei. Si annunciano ancora con enfasi le realizzazioni di opere infrastrutturali importanti, ma all’atto pratico i cantieri non si aprono”.

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