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Ruotolo lascia: “L’amministrazione non è stata un argine alla camorra”. Vicinanza: “Sbagliato”

“L’amministrazione Vicinanza non è stata un argine alla camorra”. Con queste parole, pesanti come un macigno, Sandro Ruotolo questa mattina si è dimesso dal consiglio comunale di Castellammare di Stabia. La decisione del giornalista, europarlamentare, dirigente nazionale del PD era nell’aria, già dai primi di dicembre, quando Ruotolo scrisse una lettera aperta alla città in cui si chiedeva un atto di responsabilità al Sindaco Vicinanza.

A Novembre l’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di sul Clan D’Alessandro. Dalle carte emergevano anche aspetti da chiarire sulla posizione di due consiglieri comunali. Uno di questi Nino Di Maio che si è dimesso nelle scorse settimane. Di Maio non era indagato. Ruotolo ha protocollato le sue dimissioni dopo l’esperienza durata un anno e mezzo, al suo posto entrerà Valeria Longobardi, la prima dei non eletti nel Pd.

Le motivazioni che hanno portato all’addio in un lungo post sui social. “È un dato di fatto che interpella tutti e richiama a un alto senso di responsabilità istituzionale che siano emersi collegamenti tra esponenti del Consiglio comunale e la criminalità organizzata: rapporti di parentela e intercettazioni telefoniche tra figure apicali dei clan e consiglieri comunali”, scrive. Poi incalza: “Dopo l’approvazione del bilancio, il sindaco Vicinanza ha dichiarato che con le sue dimissioni vincerebbe la camorra. Io penso il contrario. Le sue dimissioni imporrebbe ai partiti una riflessione seria sul ruolo delle liste civiche. La camorra prospera dove la politica è debole e trova terreno fertile nel cosiddetto civismo, nel proliferare di liste civiche dell’ultimo minuto, veri e propri comitati elettorali del partito degli eletti”.

La replica del sindaco Vicinanza non si è fatta attendere. “L’amico Sandro sbaglia a lasciare”, risponde il primo cittadino. “La diagnosi c’è: la camorra esiste da quasi cinquant’anni a Castellammare”. Ma dissente sulle conclusioni: “Tuttavia Ruotolo non prospetta alcuna terapia, se non lo scioglimento del Consiglio comunale. Da europarlamentare e da consigliere comunale avrebbe dovuto dare un contributo alla ripartenza dopo anni di sfasciume. Vicinanza ribadisce di non avere intenzione di dimettersi e aggiunge “la città è dalla mia parte”. Poi difende la sua esperienza: “La mia amministrazione sta combattendo i clan, nonostante le critiche esterne e prive di fondamento di Ruotolo”.

Ora intanto molti si chiedono cosa accadrà. Il futuro dell’esperienza di governo di Vicinanza dipende ora dal Pd, partito di maggioranza e decisivo per i suoi quattro voti in aula.

“Le dimissioni di Sandro Ruotolo da consigliere comunale sono un gesto politico molto forte. Per tanti di noi rappresentano una ferita” dice Francesco Dinacci, commissario Pd di Castellammare di Stabia e presidente del partito a Napoli. “Ora il Pd – ha aggiunto Dinacci – è chiamato a riflettere insieme al gruppo dirigente regionale e nazionale in modo approfondito e serio sulla delicata fase politica e amministrativa che attraversa la città di Castellammare di Stabia”.

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