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Roma – “L’eccidio di Nola”: Presentato il Documentario di Felice Ceparano

Crimini di guerra e pagine quasi strappate dai libri di storia, scomparse quasi del tutto dalla memoria collettiva, se non nei frammenti, nelle testimonianze che resistono al tempo, nelle tracce di vita quotidiana che, anche a distanza di oltre mezzo secolo, ancora attendono di essere raccolte.

Agli uomini ancora curiosi di scoprire l’identità della propria terra il compito di mettere insieme i tasselli, tra questi, a Nola, Felice Ceparano a cui si deve la realizzazione di un nuovo documento storico, prima ancora che documentario, dedicato alla nera pagina che fu l’eccidio di Nola dell’11 settembre 1943.

Contesto confuso a fare da sfondo a quella che fu la prima rappresaglia nazista dopo l’armistizio dell’8 settembre, per anni il silenzio sull’orrore nolano che si consumò quasi in concomitanza con lo sbarco degli Alleati a Salerno.

La Caserma del Reggimento 48 nel contesto allargato di Piazza D’Armi fa da scenario all’evento scatenante, la richiesta di deposizione delle armi da parte di ufficiali tedeschi nei confronti di due ufficiali locali, la discussione, la contesa che si allarga nello scontro a fuoco. Uno dei soldati occupanti perderà la vita, innescando la consuetudine che si fa regola, 10 italiani per un tedesco.

E sarà ancora fuoco aperto ma non solo, nei giorni che raccontano della mortificazione della vita umana anche e sopratutto attraverso l’infame sepoltura degli ufficiali italiani. Frame che raccontano di una tragedia consumata rispetto alla quale ancora tanti restano i quesiti, su cui nuove testimonianze arrivano dal documentario realizzato da Felice Ceparano, promosso da Extra Moenia e dall’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra, sostenuto dal fondo Italo Tedesco  dall’Ambasciata della Repubblica federale di Germania a Roma e dal Ministero degli Esteri, con la speciale collaborazione di Paolo Mieli per la prefazione. La formula è quella del filo diretto con la storia, con le tracce di vita quotidiana che raccontano, oltre che del particolare episodio, degli umori, delle sensazioni di una città intera nel particolare momento. Sullo sfondo il discorso quanto mai attuale dell’umanità, quella che vive dei gesti più semplici, di un lenzuolo concesso all’occupante ammazzato che diventa padre, figlio, fratello. Quella di una comunità che sottrasse alla miserabile sepoltura i corpi degli ufficiali, ospitati presso le proprie cappelle gentilizie in attesa della fine della guerra. Il passaggio è quello dalla vita quotidiana alla storia che si fa maestra, location d’eccezione nell’Aula del Palazzo dei Gruppi Parlamentari per la proiezione in anteprima

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