Rapporto Svimez, cresce PIL Campania (+1,3%) ma restano le ombre: fine PNRR e alto tasso di migrazione giovanile
Il prodotto interno lordo della Regione Campania cresce dell’1,3% nell’anno 2024. Lo ha detto il Rapporto Svimez sul Mezzogiorno, indicando il dato al di sopra della media nazionale. Ma a questo primato numerico, si affianca un quadro della realtà profondamente diverso. Anche se sul fronte dell’occupazione i dati risultano complessivamente positivi, con un aumento degli occupati; resta tuttavia critico il livello di partecipazione femminile al lavoro, tra i più bassi in Europa.
Desta inoltre particolare preoccupazione, invece, il fenomeno delle migrazioni giovanili nella fascia d’età 25-34 anni. La Campania emerge come caso emblematico, registrando un tasso di migrazione pari al 37,515%, il più elevato a livello nazionale. A incidere su questo andamento è anche lo scollamento tra il miglioramento della qualità dell’offerta universitaria e le concrete opportunità di inserimento nel mercato del lavoro. Numerosi neolaureati campani sono infatti costretti a cercare opportunità professionali nel Nord Italia o all’estero. Negli ultimi anni sono stati investiti circa 132 miliardi di euro nella formazione degli studenti meridionali, risorse che hanno finito per avvantaggiare altri territori.
Permangono criticità anche sul fronte salariale, con retribuzioni in calo, mentre si registra un segnale incoraggiante nel progressivo recupero del divario infrastrutturale tra Sud e Nord, in particolare per quanto riguarda le infrastrutture sociali. In prospettiva futura, le principali aspettative di crescita per il Mezzogiorno si concentrano nel settore energetico.
Le parole del direttore generale svimez sono molto chiare e infatti il 2026 segna l’anno di conclusione dei fondi PNRR. Le risorse non saranno sufficienti ad assumere tutti gli attuali lavoratori assunti con i fondi del Piano Nazionale di Resilienza e Resistenza e per tali motivi il futuro si presenta come un’incognita. N’è consapevole il presidente della Regione Roberto Fico.



