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Pozzuoli, gli sfollati dei Campi Flegrei bloccano Napoli e ottengono l’incontro in Regione: esplode la rabbia delle famiglie rione Acer

Hanno dovuto bloccare la strada, paralizzare il traffico e alzare la voce per ottenere quell’incontro istituzionale che chiedevano da settimane. Soltanto dopo la protesta di questa mattina, agli sfollati di Pozzuoli è arrivata la disponibilità della Regione Campania ad aprire un confronto, fissato per lunedì 28 settembre alle ore 15. Una prima risposta strappata dopo ore di tensione, da famiglie che, a quasi due mesi dal terremoto del 31 luglio, continuano a vivere lontano dalle proprie abitazioni senza conoscere il destino delle case nelle quali hanno trascorso una vita.

La mobilitazione era cominciata questa mattina davanti alla sede dell’ACER Campania, in via Domenico Morelli, dove gli abitanti dei rioni Artiaco e Cappuccini, accompagnati dagli attivisti della rete Pozzuoli Esiste Ancora e dal sindacato ASIA USB, si erano ritrovati per chiedere soluzioni abitative e tempi certi per gli interventi sugli edifici danneggiati. Di fronte alla necessità di ottenere un confronto con le istituzioni, la protesta si è poi spostata sulla carreggiata, con il blocco della galleria tra Chiatamone e via Acton e pesanti ripercussioni sulla circolazione fino alla zona della Marina.

Una rabbia alimentata non soltanto dall’impossibilità di rientrare nelle proprie abitazioni, ma anche dalle difficoltà di trovare una sistemazione alternativa, con affitti che in alcuni casi raggiungono i mille euro mensili e famiglie costrette a fare i conti con spese che non possono sostenere. A preoccupare è soprattutto l’incertezza sul futuro degli edifici popolari, tra ipotesi di messa in sicurezza, abbattimenti e ricostruzioni che potrebbero comportare il trasferimento definitivo degli abitanti lontano dai quartieri di origine.

La protesta si è conclusa dopo mezzogiorno, quando è arrivata la disponibilità al confronto istituzionale. L’appuntamento di lunedì rappresenta adesso il primo banco di prova per una vertenza che non riguarda soltanto l’emergenza abitativa, ma il futuro di intere comunità che chiedono di non essere cancellate dalla geografia della propria città.

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