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Pompei – Parco Archeologico: 2020 anno nero

564.941 sono i visitatori registrati nel 2020 dal Parco Archeologico di Pompei. Un divario enorme, l’85% in meno, rispetto al 2019 che aveva visto toccare il dato dell’affluenza più alto da vent’anni a questa parte con circa 3milioni 800mila ingressi. Crollo vertiginoso dovuto alla pandemia da Covid-19, con le chiusure imposte prima dal lockdwon della scorsa primavera, e poi dai vari dpcm.

240mila i visitatori, fino al 7 marzo, prima di oltre due mesi di chiusura con la riapertura dei cancelli il 26 maggio e dati altalenanti riscontrati nei successivi 6 mesi. Dal minimo di 978 biglietti staccati a novembre, ai 126mila di agosto, cifra più alta del 2020.

A risentire delle chiusure sono stati però anche i cosiddetti “Siti minori”. Con Oplontis passato dai 54.594, dell’anno precedente, a 9.192, Boscoreale da 13.895 a poco meno di 4mila e Stabia da 52mila a 15.654.

Tuttavia, in un anno così nefasto, si sono registrati anche eventi che hanno dato nuovo slancio, soprattutto in ottica futura quando il settore del turismo potrà tornare a pieno regime. Prima l’inaugurazione del 31 luglio scorso della mostra “Venustas, Grazia e bellezza a Pompei” ospitata, per i successivi 12 mesi, all’interno della Palestra Grande del sito archeologico. Poi l’apertura del Museo Libero D’orsi a Castellammare di stabia all’interno delle sale dalla Reggia di Quisisana, che accoglie numerosi e prestigiosi reperti del territorio stabiano. Esposizione che da settembre, quando fu aperta al pubblico, ha registrato 1.045 ingressi. Infine, nelle scorse settimane, il taglio del nastro per l’Antiquarium di Pompei nel suo rinnovato allestimento.

Calo dei visitatori che tuttavia ha riguardato tutti i musei statali con un -75% nel 2020 rispetto al 2019 ed incassi passati dai 240 milioni di euro del 2019 ai 60milioni del 2020.

“Per superare questa crisi è necessario che i luoghi della cultura ripensino la loro funzione, trasformandosi in centri aperti alla comunità per molteplici attività” aveva sottolineato Massimo Osanna, da settembre scorso direttore dei musei dello stato.

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