Pompei, Nel Parco Archeologico si produce vino biologico. Progetto presentato al Masaf
Storia, tradizione, valorizzazione. In uno dei siti più iconici del nostro patrimonio archeologico, la cantina Feudi di San Gregorio e il Parco Archeologico di Pompei stanno dando vita a una azienda vitivinicola unica nel suo genere, con oltre 6 ettari di vigneti coltivati secondo pratiche biologiche e sostenibili, e una cantina situata all’interno dell’area archeologica.
Un progetto con finalità culturali prima che commerciali, volto a far rivivere la storia del vino laddove, duemila anni fa, questo prodotto si faceva ambasciatore della civiltà romana nel mondo. Il progetto è stato presentato oggi al Masaf dal ministro dell’agricoltura, Francesco Lollobrigida con l’evento “Coltivare la Storia”.
Obiettivo produrre vino da vitigni autoctoni della zona 3 rossi e 2 bianchi. Aglianico e Piedirosso per i rossi; Greco, Falanghina e Fiano per i bianchi. E i tempi previsti per l’inizio della produzione saranno almeno di tre anni.
Il sito di Pompei offre un’opportunità unica: coltivare su terreni di origine vulcanica, e riscoprire tecniche agronomiche antiche, supportati da una solida collaborazione scientifica con importanti Università. Ma ancora più unica è la forma con cui tutto ciò prende vita: un partenariato sperimentale, in cui pubblico e privato uniscono le forze in nome del bene comune, per portare nel mondo un modello virtuoso del Made in Italy che racconta bellezza, sostenibilità e responsabilità. Il Direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel ha ricordato come oggi si sta investendo in una più ampia forma di valorizzazione nonché di tutela del patrimonio naturale, del paesaggio e dell’ambiente che sono elementi integranti dell’area archeologica”.
“L’approccio scelto è fortemente culturale e non speculativo, con una visione lungimirante che guarda oltre il ritorno immediato e pensa al futuro delle generazioni a venire, assicurando un avvenire sostenibile a questo luogo straordinario. Inoltre, ci offre la possibilità di continuare a condividere con il mondo la cultura millenaria del vino», ha dichiarato Antonio Capaldo, Presidente di Feudi di San Gregorio.



