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Pomigliano, lettera di licenziamento per operai Trasnova/Stellantis. Sindacati e politica chiedono intervento del Mimit

La società Trasnova ha annunciato il licenziamento collettivo di 53 operai dello stabilimento di Pomigliano d’Arco a partire da aprile 2026. Si tratta della scadenza della proroga prevista dall’accordo siglato nel dicembre 2024, che aveva congelato le fuoriuscite dopo una fase di forte tensione sindacale. Con il venir meno di quell’intesa, torna ora lo spettro degli esuberi.

Nel complesso, l’azienda dell’indotto logistico che opera presso gli stabilimenti automobilistici di Stellantis ha comunicato 94 licenziamenti collettivi nelle sedi di Torino, Piedimonte San Germano, Pomigliano d’Arco e Melfi. La vertenza affonda le radici nei 54 licenziamenti avviati a Pomigliano durante le festività natalizie del 2024. Dopo giornate di proteste e trattative, era stato raggiunto un accordo a Roma, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con la partecipazione dell’azienda e dei sindacati Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Uglm, che aveva previsto una proroga di un anno, successivamente estesa fino ad aprile 2026.
Ora però, con una lettera inviata ai ministeri competenti, alle organizzazioni sindacali e alle Regioni interessate, Trasnova ha annunciato il licenziamento di tutti i propri dipendenti, motivando la decisione con la scadenza della proroga del contratto con Stellantis prevista per il 30 aprile. L’azienda ha ribadito l’impossibilità di ricorrere ad ammortizzatori sociali alternativi, definendo gli esuberi di carattere strutturale. Sulla vicenda sono intervenuti Mauro Cristiani, segretario generale della Fiom Napoli, e Mario Di Costanzo, responsabile automotive della Fiom Napoli, che parlano di un punto di non ritorno per la crisi del polo automotive di Pomigliano. Secondo i sindacalisti, si tratta di un atto gravissimo che getta nell’incertezza decine di famiglie e che conferma come i lavoratori dell’indotto siano i primi a pagare la crisi del comparto. Le organizzazioni sindacali chiedono un intervento immediato delle istituzioni, parlando di un disastro annunciato. Ad intervenire sulla questione anche i consiglieri comunali di Pomigliano, Iasevoli e Fiacco.

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