Pomigliano D’Arco: esplosione in banca, ma fuggono senza portare via sportello Atm
Alle quattro circa, in via Passariello a Pomigliano d’Arco, la facciata della filiale Bnl è stata investita da un’esplosione che ha disintegrato lo sportello automatico. Secondo la prima ricostruzione, alcuni sconosciuti hanno collocato un ordigno artigianale davanti all’Atm e lo hanno fatto deflagrare nel tentativo di portare via l’intero dispositivo.
Il colpo non è riuscito: i malviventi hanno abbandonato la scena senza riuscire ad asportare lo sportello. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione e della sezione radiomobile di Castello di Cisterna. Non si registrano feriti.
La gravità dell’episodio è legata soprattutto al contesto urbano in cui l’attacco è avvenuto. La filiale presa di mira si trova al piano strada, sotto un appartamento abitato al primo piano. Il boato, percepito in tutta la zona, è stato paragonato dai residenti a quello di un ordigno militare artigianale e ha generato momenti di panico in un’area frequentata da pedoni e automobilisti. Se qualcuno si fosse trovato a passare in quel momento, la deflagrazione avrebbe potuto trasformare il tentato furto in una tragedia. I danni alla struttura sono in via di quantificazione, le indagini e i rilievi tecnici sono in corso.
L’assalto di questa notte non è un episodio isolato, ma l’ennesimo tassello di una sequenza che nelle ultime settimane sta interessando la provincia di Napoli. A Marigliano, in via Vivaldi, sconosciuti hanno fatto esplodere l’Atm dell’ufficio postale e sono riusciti a portare via l’intero dispositivo, con un bottino ancora da quantificare.
Sempre a Pomigliano d’Arco, in piazza Sant’Agnese, era stato preso di mira lo sportello della filiale Crédit Agricole: anche in quel caso c’era stata un’esplosione, ma i ladri non erano riusciti a asportare l’Atm. A Scisciano, invece, in via Ferrovia, l’azione è andata a segno: l’Atm di una banca è stato fatto esplodere e i responsabili hanno portato via i soldi contenuti nello sportello.
Il quadro che emerge è quello di un territorio sotto pressione, con una tecnica ormai consolidata che prevede l’uso di ordigni artigianali ad alto potenziale applicati alle casse automatiche per forzarle in pochi secondi. Il rischio non riguarda solo le strutture bancarie o postali, ma la sicurezza dei cittadini che abitano o transitano vicino agli edifici colpiti, spesso collocati al piano terra di condomìni o lungo arterie di passaggio.
Il fenomeno non riguarda soltanto il Napoletano. Nelle ultime ore la Prefettura di Avellino ha convocato una riunione tecnica di coordinamento proprio alla luce dei recenti episodi di danneggiamento degli sportelli Atm registrati in diversi comuni della provincia irpina. Al tavolo, con i vertici provinciali delle forze dell’ordine, è stata definita una strategia condivisa che prevede l’incremento dei servizi di vigilanza e controllo su tutto il territorio, con pattugliamenti più frequenti e attività di monitoraggio mirate, per rafforzare la prevenzione e la percezione di sicurezza nelle comunità locali.
Le misure decise ad Avellino si inseriscono in un’azione più ampia, già avviata con il protocollo d’intesa firmato il 23 luglio tra Prefettura, sistema bancario e forze dell’ordine, che punta a proteggere in modo più efficace le infrastrutture finanziarie e a rendere più rapida la circolazione delle informazioni utili alle indagini