Piano di rientro, l’ira di De Luca: “Ricatto politico” e il Ministero replica: “Dati oggettivi”
E’ un fiume in piena il Presidente della Regione Vincenzo De Luca, all’indomani della decisione del ministero della Salute di non consentire alla Campania di uscire dal piano di rientro della sanità. A margine della visita all’Azienda ospedaliera universitaria Federico II dove oggi è stata inaugurata la Sala ibrida nell’ambito del ‘Progetto Cicogna’, il governatore annuncia battaglia.
Al numero uno di Palazzo Santa Lucia replica con una nota il Ministero della Salute. “Qualsiasi narrazione di ‘delinquenza politica’ – rileva il ministero – risulta priva di fondamento, e appare lesiva del lavoro tecnico congiunto”.
Si legge “in linea con i dati oggettivi, il Ministero della Salute ha espresso la disponibilità a rimodulare l’obiettivo legato alla rete residenziale e la disponibilità a una dilazione dei tempi del programma operativo, senza mettere in discussione la validità dei miglioramenti avviati”. Il percorso di uscita dal Piano di Rientro sanitario della Regione Campania, spiega il ministero della Salute, “è in corso e viene affrontato secondo criteri tecnici e documentati, in coerenza con i precedenti nazionali (Liguria e Piemonte) e con la normativa vigente, che ad oggi non prevede un iter formalizzato per la conclusione del Piano, ma richiede il rispetto di condizioni economiche e sanitarie”.
La decisione spacca il mondo politico. Il coordinatore regionale di Forza Italia tuona “la Campania non accetta disparità di trattamento. Mobiliterò i parlamentari campani di Forza Italia per chiedere rispetto e una rivalutazione del giudizio”. La Lega condanna l’operato del governatore.



