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 Ottaviano, incendio al vivaio: bruciano materiali sintetici, scuole chiuse e allerta per i fumi

Erba sintetica, strutture dell’impianto serricolo e automezzi: dietro la grande colonna di fumo nero che si è alzata da via Funari, ad Ottaviano, non c’è soltanto l’incendio di un vivaio, ma la combustione di una quantità di materiali sintetici tale da spingere il Comune ad adottare un provvedimento immediato a tutela della popolazione.

Le fiamme sono divampate all’interno della Società Agricola Vivai Vesuviani, nella zona del cimitero comunale, e in poco tempo hanno interessato il deposito e le strutture dell’azienda florovivaistica, producendo un pennacchio di fumo denso e scuro visibile anche a diversi chilometri di distanza e dai comuni dell’area vesuviana. Sul posto sono intervenute più squadre dei vigili del fuoco con autobotti, impegnate a lungo nelle operazioni di spegnimento e nella messa in sicurezza dell’area, mentre restano da accertare le cause che hanno innescato il rogo.

A spiegare la portata delle precauzioni adottate è la stessa ordinanza comunale, nella quale viene indicata la combustione di materiale sintetico, tra cui erba artificiale, componenti dell’impianto serricolo e veicoli, con conseguente dispersione in atmosfera di sostanze definite tossiche. Un passaggio che ha fatto scattare immediatamente l’allerta ambientale e l’intervento dell’Arpac, chiamata a verificare attraverso i campionamenti la qualità dell’aria e l’eventuale presenza e concentrazione di inquinanti.

Proprio la natura dei materiali andati a fuoco rappresenta, in questa fase, l’elemento più delicato: la grande quantità di fumo prodotta dalla combustione delle componenti plastiche e sintetiche ha imposto misure che vanno ben oltre l’area direttamente interessata dall’incendio, mentre soltanto i risultati delle analisi ambientali potranno stabilire con precisione quali sostanze siano state liberate e se siano stati superati valori di riferimento. Non risultano, al momento, dati Arpac definitivi che consentano di quantificare l’eventuale contaminazione.

Il sindaco Ferdinando Federico ha quindi disposto, fino a nuova comunicazione, la chiusura di tutte le scuole pubbliche e private, compresi asili nido e servizi educativi, del cimitero comunale, dei parchi, delle villette, dei giardini e delle aree gioco, vietando inoltre ogni attività sportiva, motoria o ricreativa all’aperto. Alla popolazione è stato chiesto di limitare gli spostamenti, restare per quanto possibile nelle abitazioni, tenere porte e finestre chiuse e utilizzare mascherine FFP2 in caso di uscite strettamente necessarie.

«Si tratta di misure precauzionali, adottate in attesa di avere dati certi sulla qualità dell’aria», ha spiegato Federico, assicurando che il Comune continuerà a seguire l’evoluzione dell’emergenza insieme alle forze dell’ordine e agli organismi competenti.

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