Politica

Nola – Tributi: il Comune delle “cause perse”

Nola il comune delle “cause perse”. Una colorata espressione per sintetizzare cosa è avvenuto negli ultimi anni, nella gestione dei tributi Ici e Tarsu, negli avvisi di accertamento emessi, nei ricorsi avversi ai provvedimenti in commissione tributaria, nella probabile mancata difesa dell’ente davanti ai giudici napoletani.

E così, la battaglia fiscale intrapresa dall’amministrazione Biancardi e dal referente politico Antonio Russo, assessore alle finanze, non ha prodotto incassi, quelli della zona Asi, del Cis-Interporto-Vulcano Buono, di quell’area commerciale che doveva portare incassi vitali per le casse dell’ente; incassi riportati in bilancio, ma materialmente mai riscossi.

La storia è iniziata nel 2010 con l’emissione di avvisi di accertamento a carico delle aziende con decorrenza tributaria dal 2006. Un’iscrizione a ruolo per l’applicazione della tariffa ordinaria a carico delle aziende, che sono stati impugnati davanti alla Commissione tributaria provinciale di Napoli. 154 ricorsi di cui 74 negativi per l’Ente e 80 ancora pendenti.

Dunque una quasi “Caporetto” nella crociata amministrativa per la riscossione dei tributi. Sembrerebbe che l’Ente e il settore competente, non abbia mai prodotto memorie difensive contri i ricorsi, accumulando sentenze sfavorevoli nelle 74 udienze svolte.

Ora, in attesa di definire le responsabilità di chi avrebbe dovuto attivare la procedura difensiva, l’Ente punta a salvare il salvabile. Visto il carico di lavoro dell’ufficio avvocatura e la particolare materia tributaria, la giunta ha affidato, ad un professionista esterno, la difesa degli 80 ricorsi ancora pendenti, per un costo di oltre 15mila euro, per il quale è stato già pagato un acconto di 4500 euro.

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