Cronaca

Nola – Tribunale nel caos, si blocca la sezione lavoro

Sono circa 25mila i fascicoli per cause pendenti nella sezione lavoro del Tribunale di Napola. E dovrebbero essere vagliati da otto magistrati, in osservanza dei parametri per il normale svolgimento delle fasi di definizione per il giudizio conclusivo. Ma i magistrati in servizio effettivo sono solo quattro, essendo gli altri quattro disimpegnati dal servizio per ragioni previste dalla legge e non venendo sostituiti. Il risultato è il rallentamento funzionale della sezione, con tempi biblici per i procedimenti, vanificando la domanda della certezza del diritto nelle materie di marcata valenza sociale, quali sono quelle della previdenza e dei rapporti di lavoro.

A denunciare la condizione della quasi paralisi della sezione lavoro del Tribunale di piazza Giordano Bruno è l’associazione “Avvocati Previdenzialisti” del Foro nolano, presieduta da Lucia Casaburo. Sotto analisi statistica, alla luce dei dati della Corte d’Appello, il rapporto tra i carichi dei processi pendenti nelle sezioni di lavoro del Tribunale di Napoli, Torre Annunziata e Nola; rapporto che assegna alla sezione di Palazzo Orsini il primato delle lungaggini e dei ritardi nella trattazione delle cause e della relativa definizione. Un’anomalia che è anche emarginazione assoluta nel panorama giudiziario italiano; una condizione che suscita perplessità, se si considera che il territorio nolano ha rilevanza nevralgica nel sistema d’imprese regionale e nazionale, con il polo industriale di Pomigliano d’Arco, il distretto della logistica e del terziario del CIS-Interporto-Vulcano Buono con il relativo indotto. E le perplessità nella denuncia dell’associazione si traducono nel sospetto secondo il quale il blocco dell’attività giurisdizionale della sezione lavoro sia dovuto. E per avvalorare il sospetto, viene prospettato il caso del reintegro dei 19 operai della Fiat di Pomigliano d’Arco deciso dal Tribunale di Roma, a cui si è rivolto la CGIL.

La denuncia dell’associazione sottolinea anche di aver richiesto almeno l’applicazione di giudici onorari di tribunale, per rimettere in sesto la funzionalità della sezione lavoro di Palazzo Orsini. Ne è stato assegnato uno soltanto. Come a dire, tutto come prima.

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