CittàVN Notizie

Nola sotto la pioggia per Domenico: Duomo pieno e fiaccolata fino a San Paolino dopo lo stop al trapianto

La fiaccolata era prevista per le strade della città. L’idea era attraversare Nola in silenzio, con le candele accese, per Domenico. Ma la pioggia battente cambia il programma, non la partecipazione.

È il giorno dopo la decisione dell’Heart Team nazionale che ha stabilito che il bambino non può affrontare un nuovo trapianto. Le sue condizioni restano gravissime. È con questo peso addosso che la città si ritrova.

In Piazza Duomo la gente arriva comunque. Ombrelli aperti, fiaccole protette con le mani, tanti bambini accanto ai genitori. Quando diventa chiaro che non è possibile muoversi in corteo sotto l’acqua, si aprono le porte della cattedrale di Nola.

Il Duomo si riempie in pochi minuti. Le panche non bastano, molti restano in piedi lungo le navate. In prima fila siedono Patrizia Mercolino e Antonio Caliendo, la madre e il padre di Domenico. Accanto a loro parenti, amici, volti segnati dalla fatica e dalla tensione delle ultime ore. Non c’è clamore, c’è un silenzio compatto.

Don Mimmo guida la veglia di preghiera con parole semplici e dirette. Si prega per Domenico, per la sua battaglia che continua in ospedale, per la forza della sua famiglia. In molti non trattengono le lacrime. I bambini stringono le candele accese, qualcuno si appoggia alla spalla della madre.

Fuori la pioggia non smette, dentro il Duomo la partecipazione è piena. Non è una presenza formale. È la scelta di esserci proprio nel momento in cui la notizia più dura è diventata ufficiale.

Al termine della veglia la folla non si disperde. Nonostante l’acqua, la fiaccolata prende forma comunque. Da Piazza Duomo il corteo si muove verso la statua di San Paolino di Nola. Le candele vengono riaccese, gli ombrelli si stringono uno accanto all’altro. Nessuno arretra.

Davanti alla statua del Santo Patrono viene letto un pensiero di ringraziamento per la vicinanza dimostrata in questi giorni difficili e una preghiera per Domenico. Poi l’inno di San Paolino si leva. Le voci si uniscono, superano il rumore della pioggia, diventano un unico coro.

Non è stata la fiaccolata immaginata all’inizio. È stata qualcosa di diverso, forse più intenso. Una città che entra in chiesa per non fermarsi, che esce sotto la pioggia per arrivare fino al suo patrono, che sceglie di camminare accanto a una madre e a un padre mentre il loro bambino resta in condizioni gravissime e la medicina ha detto che non si può più tentare un nuovo trapianto.

Pulsante per tornare all'inizio