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Nola, Ruggiero vara la nuova giunta: Galasso vicesindaco, Maggio ai Lavori pubblici e Manzi all’Ambiente

Una montagna di trattative, quasi due mesi trascorsi dall’ultimo Consiglio comunale e un cambio di passo annunciato che, almeno per il momento, si traduce in una nuova distribuzione degli assessorati, senza restituire al sindaco Andrea Ruggiero quella solidità politica e numerica sulla quale aveva potuto contare all’inizio del mandato. La nuova giunta è stata formalizzata, ma la ricomposizione della squadra di governo passa ancora una volta dalle due deleghe che il primo cittadino aveva avocato a sé fin dalla nascita del primo esecutivo: Ambiente e Lavori pubblici, divenute nel tempo il pomo della discordia tra le componenti della coalizione e oggi rimesse sul tavolo per tentare di ricucire lo strappo.

Con il decreto sindacale numero 8 del 23 settembre, Ruggiero mette nero su bianco una distribuzione degli incarichi che conferma buona parte delle anticipazioni circolate durante le trattative, introducendo alcune novità rispetto all’equilibrio che sembrava profilarsi nelle ultime ore.

Felice Maggio, espressione della lista Più Nola, viene confermato nell’esecutivo, passando dalla Cultura ai Lavori pubblici, mentre l’Ambiente viene affidato ad Antonio Manzi, già assessore all’Urbanistica durante l’amministrazione Biancardi e legato da rapporti di parentela alla consigliera comunale Angela Manzi, eletta nella lista del sindaco Solo per Nola.

Confermata anche Cinzia Trinchese, espressione della lista Nola sul serio, che dalla delega ai Grandi eventi passa ai Beni culturali, alla Pubblica istruzione e al Patrimonio della comunità, mentre Florinda Aliperta torna alla guida delle Politiche sociali, espressione della consigliera Carmela Scala,eletta nella lista Nola popolare che allo stato attuale si è collocata all’opposizione.

La novità più rilevante riguarda però il Bilancio. Contrariamente all’ipotesi di una fase transitoria con Anna Bonavolontà, Ruggiero ha scelto di procedere immediatamente con la nomina di Francescoantonio Galasso, già assessore nella giunta Minieri e protagonista della fase amministrativa che portò alla predisposizione del dissesto finanziario del Comune. A lui vengono affidati Bilancio, Economato e Tributi, oltre alla carica di vicesindaco.

Una scelta che si accompagna alla soluzione individuata per garantire gli equilibri di genere, con l’ingresso in giunta di Antonella Iovino, alla quale viene affidata la delega all’Urbanistica.

Infine, Raffaele Giugliano, eletto nella lista Il Gelso, assume l’assessorato alle Attività produttive e alla Polizia municipale, con competenze che comprendono anche Commercio, Agricoltura, Mercati e Fiere, SUAP, Viabilità e Sicurezza.

Agostino Trinchese, unico consigliere eletto nella propria lista, almeno per il momento resta fuori dalla ricomposizione politica. Ruggiero conserva invece la delega alla Fondazione Festa dei Gigli.

Ma la vera partita politica, adesso, si sposta dalla giunta al Consiglio comunale, dove Ruggiero dovrà misurare la tenuta di un equilibrio decisamente più fragile rispetto a quello sul quale aveva potuto contare all’inizio del mandato. Da una maggioranza larghissima, il sindaco si ritrova oggi a governare con numeri risicati. 

Una condizione che rende ancora più delicato il percorso amministrativo, perché la distribuzione degli assessorati consente al primo cittadino di ricostituire sì la squadra di governo, ma non gli restituisce automaticamente quella compattezza consiliare che aveva caratterizzato la nascita della sua amministrazione.

Sullo sfondo resta, inoltre, una dichiarazione dello stesso Ruggiero, che nel pieno della crisi aveva assicurato che non avrebbe mai ceduto al «ricatto delle deleghe». Oggi proprio Lavori pubblici e Ambiente, le due caselle attorno alle quali si era consumata la frattura, diventano il punto di equilibrio della nuova giunta, lasciando aperta una questione politica che la firma del decreto, da sola, non può cancellare.

Ruggiero ha dunque trovato il modo di tenere in vita la sua amministrazione, ma il prezzo è tutto nella distanza tra ciò che aveva promesso di non concedere e ciò che ha dovuto cedere per restare al governo della città. Da una maggioranza larghissima a un equilibrio risicato, dalle dichiarazioni di fermezza alla resa sulle deleghe: più che un cambio di passo, una retromarcia politica. Resta da capire se questa nuova squadra avrà la forza di raggiungere i traguardi annunciati o se, dopo quasi due mesi di trattative, il sindaco avrà semplicemente ottenuto il tempo necessario per rimandare la prossima crisi.

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