Cronaca

Nola – Rimozione plance, chiesto risarcimento per 1 mln

La rimozione delle plance pubblicitarie fatta dall’amministrazione Biancardi nel 2011, ha prodotto una richiesta di risarcimento danni per un milione di euro. Una richiesta avanzata dalla società Cer.Bon dopo aver proposto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, per chiedere l’annullamento del provvedimento di rigetto e della delibera 32 del 2011.

All’epoca fu attuata una politica di rimozione di tutte le plance che insistevano lungo gli incroci e le rotatorie, la cui posizione avrebbe in qualche modo contrastato con le norme del codice della strada.

Nel luglio del 2012 il dirigente dell’ufficio Affissioni e Pubblicità del comune nolano, rigettò l’istanza di voltura presentata dalla Cer.Bon Srl delle autorizzazioni e nulla osta comunali in favore della Cer.Bon Sas, per l’installazione di numerosi impianti pubblicitari, inclusi gli impianti rimossi a seguito della delibera 32 del 2011, che aveva revocato tutte le autorizzazioni esistenti, relative all’installazione di impianti pubblicitari sul territorio comunale da parte di privati; atto che sospendeva anche il rilascio di nuove autorizzazioni. La Cer.Bon. presentava ricorso straordinario al Presidente della Repubblica che veniva accolto l’11 agosto del 2014, annullando gli atti impugnati.

Il 20 luglio scorso la società ha notificato al Comune, in ricorso per ottemperanza e per il risarcimento del danno promosso innanzi al Consiglio di Stato, di dichiarare l’inottemperanza del Comune al decreto del Presidente della Repubblica, di assegnare un termine all’Ente per eseguire il decreto presidenziale, di nominare un Commissario ad acta con il compito di procedere, decorso il tempo, all’esecuzione del decreto presidenziale, di condannare il Comune di Nola al risarcimento di tutti i danni patiti a causa della rimozione dei cartelli pubblicitari, quantificati in un milione di euro e di condannare il Comune alle spese di giudizio.

Dunque un nuovo capitolo di difesa legale si apre per il Comune e per l’amministrazione Biancardi, per evitare l’ennesimo pagamento a privati di risorse pubbliche, valutando anche le ipotesi di responsabilità nei confronti dei  responsabili dei procedimenti.

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