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Nola – Querelle Università, la politica s’interroga sulle scelte della Parthenope

Università si, ma dove? Un dubbio diventato amletico per la città. E a Nola ormai da lunedì non si parla d’altro, con la questione della nuova sede della “Parthenope” e della sua costruzione che ha monopolizzato le discussioni della politica bruniana e dei cittadini.

Ritorno nel centro storico, o nuova sede in Via Madonna delle Grazie? Questo è il problema. Una querelle dalle mille anime che si sovrappongono anche all’interno della stessa maggioranza, tra chi difende l’indipendenza delle scelte dell’Università, privato pronto ad investire sul territorio e pertanto inattaccabile dal punto di vista dell’autonomia, e con altri che invece sottolineano l’importanza di riavere l’università all’interno, o nelle vicinanze del centro storico.

Nell’accesa discussione monotematica di lunedì, infatti, non è passata sott’occhio la posizione assunta dai dissidenti consiglieri di maggioranza Alberto Verani e Salvatore Notaro. Dissidenti sì, ma “responsabili”: indiscutibile la bontà del progetto tout-court, ma l’accento resta posto sulla necessità di restituire l’identità perduta all’intera zona del centro città.

E nelle ultime ore s’iscrive a parlare anche il Partito Democratico. In una nota, il segretario cittadino Antonio Daniele ha chiesto al sindaco Minieri di illustrare l’iter che ha condotto l’Ente di Piazza Duomo ad essere ad un passo dal rilascio del permesso di costruire per la nuova sede in Via Madonna delle Grazie – Via Stella.

La soluzione che accontenterebbe tutti c’è, ed era stata trovata da Lucianna Napolitano Bruscino già durante la discussione in consiglio: fornire all’Università un ampio ventaglio di scelte, da pescare all’interno delle proprietà comunali del centro storico, non limitandosi a proporre la sola soluzione delle “casermette” della Caserma Battisti, come inizialmente avanzato dall’opposizione.

Una soluzione arguta e che aveva incontrato il benestare dell’intero consesso. Ma al momento della votazione, il mancato emendamento della proposta della minoranza ha di fatto “bruciato” la proposta sul nascere.

In un quadro che sembra tanto definito, quanto intricato, toccherà alla politica fare un atto di coraggio. Già, perchè la posizione assunta dai rappresentanti della città passerà al vaglio dell’opinione pubblica, per restituire la tara del progetto di rilancio dell’intera città. Un progetto quest’ultimo fermo al palo a causa sia delle vicissitudini legate al COVID, che per le solite tensioni scaricate dalla stessa coalizione del sindaco, Gaetano Minieri, all’interno del gruppo di maggioranza. 

Un’ambizione che si scontra con le necessità della “Parthenope”, che resta in attesa sulla linea di partenza, aspettando l’arrivo del rilascio dell’autorizzazione a costruire. L’apertura del tavolo di confronto con i protagonisti in gioco non è più rinviabile.

 

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