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Nola – Politica, un 2020 di “passione” per l’amministrazione Minieri

Sgoccioli di 2020, tempo di bilanci. Un anno difficile, con il COVID a fare da sfondo lungo le vite delle comunità e delle amministrazioni comunali, alle prese un po’ ovunque con le straordinarietà dovute ad un evento da ascrivere alla storia.

Per la politica cittadina a Nola il 2020, pandemia a parte, è stato un anno di “passione”. Da gennaio a dicembre, l’aria, pesante, di crisi che ha e continua ad avvolgere la maggioranza guidata dal sindaco, Gaetano Minieri, non sembrerebbe voler rimanere confinata all’anno che volge al termine.

Un 2020 che si era aperto con la voglia di rimpasto della maggioranza, sottoscritta in un accordo formale tra il sindaco e i suoi capigruppo, con il lockdown che rinviò soltanto momentaneamente le dimissioni di Minieri, che arrivarono puntuali a metà maggio, per poi essere ritirate il primo di giugno dopo un nuovo accordo con i gruppi consiliari e l’abbandono di Rino Barone, passato prima al gruppo misto ed ora esplicitamente all’opposizione.

Rapporti di forza stravolti nuovamente dalle elezioni regionali, con nuove geografie che si sarebbero formate nel post-voto all’interno del civico consesso bruniano. Una richiesta di ridiscutere gli accordi presi che sarebbe arrivata da più voci all’interno del gruppo di maggioranza. Discussione solo parzialmente accolta dal primo cittadino, scelta che avrebbe generato diversi malumori, ancora presenti quest’oggi.

La crisi mai sopita è riesplosa sul finire di dicembre, con le rumorose assenze in consiglio comunale il 14 dicembre scorso, che certificarono la posizione traballante di alcuni consiglieri, su di tutti Alberto Verani ed il presidente del consiglio, Salvatore Notaro. I due consiglieri denunciano una mancanza di dialogo con i colleghi della maggioranza e col sindaco, che non condividerebbero da tempo le scelte intraprese dall’amministrazione comunale. Un muro che avrebbe decretato di fatto l’uscita dai due dal gruppo di “Più Nola” dopo nemmeno sette mesi.

Appuntamento al 2021, con un mese di gennaio che già da ora si preannuncia intenso. Dal punto di vista amministrativo, fari puntati sull’approvazione, da parte del Ministero dell’Interno, del bilancio stabilmente riequilibrato, documento chiave per capire il reale stato delle casse dell’Ente di Piazza Duomo, attenzionate nei mesi passati da una piccata relazione a firma del dirigente di settore, Salvatore Fattore e dall’assessore al Bilancio, Francesca Giglio, che denunciarono il continuo stato di deficit, specie organizzativo, del Comune.

Dal punto di vista politico, è invece atteso un nuovo incontro, che si presume pacificatore, all’interno della maggioranza, specie per chiarire la posizione non solo del gruppo Notaro-Verani, ma anche per discutere di possibili sostituzioni all’interno della Giunta e nell’organico dirigenziale. Ed a rischiare sarebbero proprio Giglio e Fattore, con quest’ultimo prima richiamato dal sindaco dopo l’abbandono dell’ottobre scorso, e che ora rischierebbe di vedersi “silurato” dal neodirigente all’ambito, Giuseppe Bonino.

Tira e molla continui, che congiuntamente alla crisi COVID, hanno paralizzato la città, consegnandole un 2020 utile soltanto per alimentare le pretese personalistiche dei pochi, e producendo soltanto “gossip” di palazzo, restituendo poco o nulla alla comunità. 

Resta disattesa la voglia di rilancio dell’intera città, che chiese con il voto del 2019 discontinuità nel modo di gestire la cosa pubblica e la vita cittadina. E se la pandemia offre il migliore degli alibi per giustificare gli inciampi del 2020, il 2021 sarà l’anno della verità per la politica nolana, con le sfide del post-COVID che imporranno per forza di cose un impegno costante, scevro dalle logiche e dai giochi di palazzo per varare concretamente l’attesa operazione-ripartenza. L’Ente di Piazza Duomo non può più sbagliare.

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