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Nola: Piazza D’Armi tra piantumazione e prove tecniche di illuminazione

Le nuove alberature stanno entrando nel disegno della piazza mentre, nelle ore serali, vengono accesi e verificati uno dopo l’altro i punti del nuovo sistema di illuminazione: a Piazza d’Armi il cantiere comincia finalmente ad avere il volto di un’opera vicina al completamento, dopo una trasformazione che sta cancellando progressivamente l’immagine di quella enorme distesa utilizzata per decenni in maniera disordinata e rimasta, nonostante la sua posizione strategica, uno dei grandi spazi irrisolti di Nola.

Il passaggio decisivo risale al dicembre del 2023, quando lo Stato ha trasferito al Comune, attraverso il federalismo culturale, circa 46mila metri quadrati dell’ex Piazza d’Armi, consentendo di mettere concretamente mano ad un progetto rimasto per anni tra programmi, ipotesi e tentativi mai arrivati fino in fondo; pochi mesi dopo, nell’aprile del 2024, è stato aperto il cantiere per la valorizzazione dell’area, sostenuto da risorse del PNRR e fondi comunali. 

L’impostazione progettuale non è quella di una semplice piazza pavimentata, perché il nuovo spazio nasce dall’alternanza tra superfici verdi e percorsi pedonali, alberature destinate a creare zone d’ombra, illuminazione architetturale e direttrici capaci di collegare il centro storico con la ex Caserma Cesare Battisti, recuperando contemporaneamente il valore monumentale e la memoria di un luogo attraversato da passaggi fondamentali della storia cittadina, a cominciare dall’Eccidio di Nola dell’11 settembre 1943.

Ed è probabilmente proprio questo il punto che rende Piazza d’Armi diversa dalle tante opere pubbliche realizzate in città: qui non viene recuperato soltanto uno spazio, ma può cambiare il rapporto di Nola con una parte enorme del proprio centro urbano, perché una zona che per anni ha rappresentato una cesura può diventare luogo di passeggio, aggregazione, eventi e permanenza, restituendo anche dignità al fronte della Caserma Battisti e aprendo una prospettiva più ampia sulla futura valorizzazione dell’intero comparto. Il programma, del resto, è stato costruito proprio intorno alla funzione di luogo di aggregazione sociale e di eventi pubblici e non alla semplice sistemazione estetica della superficie. 

Ma mentre il cantiere attuale si avvicina alla sua fase conclusiva, per Piazza d’Armi comincia una questione forse persino più importante di quella che ha accompagnato la realizzazione dell’opera: chi e come si occuperà di mantenerla negli anni.

Perché migliaia di metri quadrati di verde, alberi appena messi a dimora, percorsi, pavimentazioni e impianti di illuminazione hanno bisogno di una manutenzione continua che non può essere affidata agli interventi straordinari compiuti quando qualcosa è già deteriorato; serviranno irrigazione e cura delle essenze, potature, sostituzione delle piante che eventualmente non attecchiranno, pulizia costante, controllo dei corpi illuminanti, attenzione alle pavimentazioni, ai sistemi di drenaggio e agli arredi, ma soprattutto una presenza quotidiana capace di impedire che il degrado recuperi lentamente terreno proprio nel luogo dal quale si è investito tanto per cancellarlo.

Nola ha atteso decenni per vedere Piazza d’Armi cambiare volto e proprio per questo, adesso che alberi e luci cominciano a mostrare concretamente ciò che fino a poco tempo fa esisteva soltanto nei rendering, l’obiettivo non può essere semplicemente terminare i lavori: bisognerà fare in modo che questa trasformazione diventi permanente, che la piazza sia vissuta e controllata, che gli eventi non ne consumino gli spazi senza restituire risorse alla manutenzione e che il verde non diventi, dopo qualche stagione, il primo elemento sul quale risparmiare.  La vera riqualificazione di Piazza d’Armi, insomma, non finirà con la consegna del cantiere: comincerà esattamente il giorno dopo.

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