Cronaca

Nola – “Operazione ’48”, ipotesi di idee e cittadini assenti

Ipotesi di idee comunicate in un convegno. Un momento di condivisione delle idee progettuali che potrebbero interessare la vendita della caserma Principe Amedeo a Nola, da parte del Demanio, dopo la variazione urbanistica voluta dall’amministrazione Biancardi che rende più appetibile l’interesse dei privati. Era un’azione prevista dal decreto Sblocca Italia, che doveva favorire lo Stato nel cedere le tante ex strutture militari, che in tutta Italia, vivono situazioni di degrado e di abbandono.

L’incontro di ieri doveva far conoscere la bontà dell’iniziativa, con il Comune interessato a favorire l’operazione, per ottenere un introito del 15% dalla vendita, oltre all’area antistante il ’48, in maniera gratuita.

In apparenza un vantaggio per l’Ente, ma la città è stata di tutt’altro avviso. La mancanza di una condivisione aperta, di una valutazione oggettiva delle conseguenze che potevano generarsi sul tessuto commerciale che insiste nel centro storico, la paura di un nuovo accentramento delle attività nel cuore di Nola, ha spaventato e creato preoccupazioni e malumori, generando un ricorso al Tar, per opporsi alla delibera consiliare dello scorso 5 aprile.

Il sindaco Biancardi difende l’operato dell’amministrazione, conferma l’esistenza di mutui a carico della comunità, e punta il dito contro gli amministratori che negli anni passati avrebbero indebitato il comune, valutando la possibilità di presentare in procura un dossier informativo sulla vicenda. Bisognerà anche far capire che fine ha fatto il progetto di finanza redatto dal comune quando Biancardi, in veste di consulente curò per l’ente; una situazione in stand by da anni che potrebbe portare all’ennesimo contenzioso.

L’investimento previsto per riqualificare la grande struttura, si aggirerebbe sui 45 milioni di euro, e dovrebbe essere interamente a carico di privati. Un imponente investimento difficile da realizzare, ma le idee crescono e la visione della città cambia. Il cuore di Nola dovrebbe divenire proprio piazza d’Armi, nuovi concetti urbanistici ipotizzati da tecnici, da esperti della soprintendenza, il tutto in assenza dei cittadini, assenti giustificati all’incontro.

La visione urbanistica di una città dovrebbe passare per la redazione del Puc, che dovrebbe rivedere l’intero territorio comunale, l’interazione con i comuni circostanti, disegnare la città del futuro. Non si può agire su piani regolatori obsoleti, che sopravvivono in regime di proroga. Gli amministratori moderni dovrebbero capire dove andare e cosa fare, e non lavorare per comparti, accendendosi su ipotizzate riqualificazioni, trascurando l’attuale, i probabili ospiti serali che il 48 accoglierebbe, il degrado totale di un’area, divenuta nel tempo ritrovo per prostitute ed extra comunitari. La città vi guarda e vi giudica non per quello che farete ma per quello che non sarete riusciti a fare.

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