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Nola – Nuovo carcere: operative le autorizzazioni ministeriali per gli espropri

Il Servizio di Gianni Amodeo

Punto di svolta e di accelerazione per la realizzazione in Campania di un nuovo Istituto penitenziario, che sarà costruito nel territorio comunale di Nola, nella località di Boscofangone. Emesso dal competente Provveditorato interregionale alle opere pubbliche, che fa capo al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, l’avviso pubblico relativo alle autorizzazioni per l’accesso dei funzionari statali nelle proprietà private del piano particellare da sottoporre ad esproprio, perché rientrano nell’area su cui sarà costruito l’Istituto penitenziario. Un iter che ha preso l’input con la maxi-gara del 2017 per l’affidamento dei servizi di architettura ed ingegneria, correlati con l’intera gamma delle progettazioni previste, da quella della fattibilità tecnica ed economica a quella esecutiva per la costruzione dell’Istituto, per la quale è contemplato l’utilizzo di materiali e tecniche a ridotto impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita dell’Istituto stesso.

La struttura è concepita per 1200 persone con un investimento economico complessivo per oltre 80 milioni di euro, pari a 160 miliardi delle lire del vecchio corso. Una cifra di notevole portata, di cui circa sei milioni di euro sono riferiti alla maxi-parcella da liquidare a favore dei professionisti impegnati a vario titolo di funzioni e compiti nella realizzazione dell’opera, mentre a 75 milioni di euro corrisponde il costo della costruzione dell’Istituto, che sarà il primo, in Italia, ad essere allestito secondo i criteri del cosiddetto carcere aperto, che corrispondono e integrano il modello-Oslo, la capitale della Norvegia. Un modello costruttivo che permetterà di sperimentare le nuove linee della riforma dell’esecuzione penale, senza cinte murarie né posti-sentinella e un ampio ventaglio di laboratori, mentre le sbarre saranno sostituite da vetri anti-sfondamento. E sono previsti luoghi di culto distinti e diversi, in osservanza delle professioni religiose praticate.

E’ un’idea-progetto certamente innovativa, quella che si punta a  concretizzare. E su questo versante, tuttavia, le amministrazioni dell’area e in particolare dell’Ente di piazza Duomo sono direttamente chiamate in causa, per esercitare un attivo e responsabile ruolo di controllo e vigilanza, in sintonia con le istituzioni ministeriali, per il pieno rispetto della destinazione e delle finalità, per le quali l’opera sarà è progettata e sarà realizzata. Le distorsioni e il degrado, che connotano la realtà di Poggioreale, valgono ben più di un monito. Grave, ne sarebbe la riproduzione sul territorio.    

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