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Nola – Nuova sede università Parthenope, countdown verso la rescissione

Parte il conto alla rovescia, 48 ore per fissare un consiglio comunale d’urgenza e consentire la discussione sulla richiesta di costruire la nuova sede dell’università Parthenope a Nola.

Un’accelerata improvvisa, che si è avuta a ridosso del weekend. L’università di via Acton, infatti, è pronta alla rescissione unilaterale per giusta causa del contratto con la VIM, società aggiudicataria dell’incarico di costruire il nuovo plesso universitario. Una decisione drastica, ma che era nell’aria tempo, dato il costante rinvio del dossier da parte della politica cittadina.

Questa mattina il Senato accademico della Parthenope ha dato il via all’iter che, se ratificato dal Consiglio d’Amministrazione, risolverebbe automaticamente il contratto con la VIM, decretando così il fallimento dell’operazione di rientro dell’Università a Nola.

Poi, il colpo di scena: durante i lavori del Senato, è arrivata la chiamata da Piazza Duomo. Un’interlocutoria inattesa, figlia probabilmente delle anticipazioni trapelate a mezzo stampa nei giorni scorsi, che ha decretato di fatto la sospensione dell’assise universitaria. 

Con una nota, il sindaco Gaetano Minieri e la sua maggioranza avrebbero assunto l’impegno a chiedere al Presidente del Consiglio Comunale, Salvatore Notaro, la fissazione della seduta consiliare con unico tema la discussione sul permesso di costruire la nuova sede dell’Università.

Da qui il nuovo ultimatum da parte del Rettore, Alberto Carotenuto, che da inseguitore diventa così inseguito: se entro 48 ore non sarà fissata la data della discussione in Consiglio, il CdA della Parthenope procederà alla risoluzione del contratto con la VIM.

Ed ora parte il conto alla rovescia, e le implicazioni di questa decisione sono molteplici. In primis, c’è da capire, ancora una volta, la tenuta della maggioranza al voto in consiglio comunale: rumors vorrebbero che altri consiglieri siano in procinto di aderire al gruppo misto, voci che al momento non troverebbero però conferma. Senza un fronte solido, il rischio è che la discussione su un tema così divisivo possa sgretolare nuovamente la maggioranza che con fatica Minieri è riuscito a ricompattare negli ultimi mesi.

La bocciatura del dossier, oltre ad essere un fallimento duro da mandar giù per la politica cittadina e la città stessa, potrebbe addirittura dare il via libera alla concretizzazione di una vera e propria beffa: dai corridoi della Parthenope, è da settimane insistente la voce che darebbe il rettore Carotenuto comunque pronto all’apertura della nuova sede sul territorio dell’area nolana, con diversi amministratori di comuni limitrofi che si sarebbero fatti avanti nei mesi scorsi per poter ospitare il nuovo ateneo. Un rumour che troverebbe riscontro nelle parole del sindaco di Casamarciano, Carmela De Stefano, la quale nei mesi scorsi ai microfoni di Videonola confermò i dialoghi con Carotenuto, all’epoca dal carattere puramente esplorativo. 

E chissà se dalle parole non si passerà ai fatti. La questione, ormai, è diventata squisitamente politica e la stessa classe dirigente è ora chiamata alla presa di responsabilità: c’è bisogno di dire chiaramente alla Parthenope ed alla città se la maggioranza consideri imprescindibile il ritorno dell’Università a Nola a qualsiasi costo, o se la difesa degli standard urbanistici rappresenti un tesoro non sacrificabile. 

Il tempo scorre, la questione non è più rinviabile. Decisioni attese per giovedì, giorno fissato dal CdA della “Parthenope” per la ratifica delle sue decisioni, da qui si capirà il futuro del dossier Università.

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