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Nola – Mantenimento uffici giudiziari: Comune condannato

Il Servizio di Gianni Amodeo

La sentenza è stata pronunciata dalla decima sezione civile del Tribunale di Napoli, con il sostanziale rigetto delle due istanze avanzate dall’amministrazione comunale di Nola nei confronti del Ministero di Giustizia. Un procedimento attivato dall’Ente di piazza Duomo, in ordine al mantenimento funzionale degli uffici giudiziari, che in città fanno riferimento al Tribunale di piazza Giordano Bruno; procedimento aperto, per rivendicare sia il rimborso residuale delle spese sostenuteperilmantenimento degli uffici giudiziari dal  2004 al 2015, sia lindennizzo per la diminuzione patrimoniale procurata alle casse del Comune di Nola con conseguente e ingiusto arricchimento del Ministero  chiamato in causa.

Pari a sei milioni e 643 mila euro circa è la richiesta del rimborso residuale e allo stesso valore economico corrisponde l’importo rivendicato a titolo dindennizzo, perlasommacomplessivadi oltre tredici milioni. In pratica, tutto è correlato alle disposizioni e norme, che regolano il  rapporto tra il Ministero di Giustizia e gli Enti locali, nei cui territori operano gli uffici giudiziari; disposizioni e norme, per le quali gli Enti locali attuano gli interventi di manutenzione e provvedono alle spese di funzionamento degli uffici, ricevendo, in due tranche, un contributo a rendicontazione  annua presentata. E’ un contributo variabile, con importi  determinati dalle disponibilità di bilancio generale del Ministero; contributo che, in genere, non copre l’intero importo di costi e spese nella rendicontazione presentata ed accertata dalla competente commissione. Una partita di giro, tra articolazioni dello Stato, a livello locale e centrale. E restano ad esclusivo carico degli Enti locali le spese di pulizia,custodia e per il servizio-centralinista.

In realtà, l’Ente di piazza Duomo sostiene di avere investito 30 milioni di euro per garantire la piena efficienza e funzionalità degli uffici giudiziari dal 2004 al 2015; somma non interamente recuperate e saldata dal Ministero, chiamato così a versare il rimborso residuale, stimato nella cifra indicata e, in parallelo, a versare l’indennizzo dellostessoimporto. Un quadro di rivendicazioni smantellato dalla sentenza, alla luce delle tesi dell’Avvocatura distrettuale dello Stato di Napoli e della relazione con le allegate deduzioni documentali del Ministero di Giustizia. E nel prospetto delle deduzioni ministeriali risulta  che in alcuni anni, il Ministero ha erogato all’Ente di piazza Duomo addirittura contributi di importo maggiore alla rendicontazione accertata presentata. E’ il caso del 2006 e del 2007 con rendicontazioni accertate per un milione e 429 mila euro circa e un milione e 983 mila euro circa; rendicontazioni rimborsate, rispettivamente, con contributi per un milione e 756 mila euro e due milioni e 300 mila euro.

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