Nola, la maggioranza c’è ma va costruita: Ruggiero prepara la ripartenza
Settembre si apre a Nola con un’amministrazione che non è priva dei numeri per andare avanti, ma che quei numeri deve ancora trasformarli in una maggioranza politica riconoscibile. La crisi esplosa prima dell’estate ha infatti cancellato il vecchio perimetro che aveva accompagnato Andrea Ruggiero nella prima parte del mandato e ne ha disegnato uno nuovo, nel quale al sostegno rimasto al sindaco si è aggiunto, nei passaggi decisivi dell’aula, quello di una parte dell’opposizione, consentendo all’amministrazione di superare anche appuntamenti fondamentali come la salvaguardia degli equilibri di bilancio.
È questo il quadro dal quale riparte la politica nolana dopo la pausa estiva, con Ruggiero chiamato non tanto a cercare semplicemente una maggioranza, quanto a dare forma e contenuto a quella che nei fatti si è già manifestata in Consiglio. Nell’ultima seduta il sindaco aveva peraltro riconosciuto come le tensioni, le richieste contrapposte e la lunga conflittualità interna avessero finito per condizionare profondamente l’azione amministrativa, impedendole di produrre fino in fondo i risultati attesi; adesso, chiusa almeno formalmente quella stagione, la questione diventa capire su quali uomini, quali deleghe e soprattutto quale patto politico potrà poggiare la seconda parte del mandato.
Ed è proprio da quelle deleghe che potrebbe partire uno dei tentativi di ricomposizione.
Una delle ipotesi che circolano, e che al momento resta tale, sarebbe infatti quella di riportare sul tavolo della nuova maggioranza proprio le competenze, ambiente e lavori pubblici, diventate uno dei terreni dello scontro politico, affidando ai gruppi che intendessero sostenere l’amministrazione la responsabilità di indicare figure ritenute adeguate a ricoprire quei ruoli. In sostanza, Ruggiero potrebbe scegliere di trasformare il punto sul quale si è consumata una parte della rottura in quello dal quale provare a ricostruire: non semplicemente distribuire caselle, ma chiedere alla maggioranza che dovrebbe accompagnarlo fino alla conclusione del mandato di assumersi anche la responsabilità politica dei nomi.
Sarebbe un cambio di schema non irrilevante, soprattutto dopo mesi nei quali proprio il rapporto tra prerogative del sindaco, rappresentanza politica e gestione delle deleghe ha alimentato il braccio di ferro interno. E potrebbe rappresentare anche il terreno sul quale verificare quanto il sostegno
arrivato in Consiglio da una parte dell’opposizione sia destinato a restare una collaborazione limitata ai singoli provvedimenti oppure possa trasformarsi in qualcosa di politicamente più strutturato.
Dentro questo secondo scenario si inserisce un’altra ipotesi, ancora tutta da verificare, che riguarderebbe Raffaele Giugliano. Il consigliere, eletto con Il Gelso Nola 2040 e attuale vicepresidente del Consiglio comunale, potrebbe entrare nella squadra di governo cittadino assumendo un assessorato, sebbene al momento non vi sarebbero indicazioni definitive sulla delega che eventualmente gli verrebbe affidata.
Una scelta del genere produrrebbe però anche un effetto politico immediato nell’assemblea cittadina, perché l’eventuale ingresso di Giugliano in giunta aprirebbe la strada alla surroga e all’ingresso in Consiglio di Angelo La Magna, figura tutt’altro che estranea alla storia politica dalla quale nacque Il Gelso e tra coloro che contribuirono alla costruzione iniziale di quell’esperienza. Un passaggio che, qualora dovesse concretizzarsi, avrebbe dunque un significato più ampio della semplice sostituzione di un consigliere con un altro e potrebbe contribuire a ridisegnare ulteriormente gli equilibri dell’assise.
Naturalmente siamo ancora nel campo delle combinazioni possibili e nessuna di queste può essere considerata oggi una soluzione già definita. La vera partita di settembre sarà capire innanzitutto quale maggioranza Andrea Ruggiero intenda costruire e, soprattutto, se esistano consiglieri e gruppi disposti non soltanto a garantire numericamente la prosecuzione dell’amministrazione, ma a condividerne responsabilità, deleghe e scelte.
Perché dopo settimane trascorse a contare chi fosse dentro e chi fuori, chi sostenesse il sindaco e chi avesse scelto l’opposizione, la crisi nolana arriva adesso al passaggio che non può essere risolto dall’aritmetica: dare un contenuto politico ai numeri.