Politica

Nola – La giunta Biancardi in aiuto di Campania Felix

Campania Felix continua ad essere al centro degli interessi della giunta Biancardi. La società in liquidazione e alle prese con contenziosi economici, punta ad evitare il fallimento, difendendosi dall’assalto dei vari creditori.

Dopo il rinvio della prima udienza per la richiesta di 31 mila euro da parte dell’Adecco, presso la sezione fallimentare del tribunale di Nola, resta ancora aperto il problema, con la società a richiedere una anticipazione di cassa al comune di Nola, ente debitore per 2 milioni di euro, conseguenza del lodo arbitrale che ha visto il comune soccombere in giudizio.

Una richiesta di 31mila euro, oltre ad ulteriori 20mila euro per spese varie, che è entrata sul tavolo della giunta Biancardi, attivando un effetto domino che avrebbe prodotto un approdo alla Corte dei Conti.

L’esecutivo avrebbe raccolto una nota dell’assessore alle finanze Antonio Russo, dove si sarebbe evidenziato il comportamento degli uffici preposti per la mancata predisposizione degli atti per l’avvio di una transazione, per chiudere il contenzioso ad 1.600.000 euro. Nella nota sarebbe stato sottolineato un presunto comportamento omissivo, con relativa diffida e sanzione, e sopratutto si sarebbe provveduto ad inviare gli atti alla Corte dei Conti regionale, per l’eventuale accertamento di un presunto danno erariale. Una lettera che sarebbe stata firmata da tutti i componenti dell’esecutivo.

In difesa i dipendenti avrebbero asserito di aver preparato gli atti, ma di non essere in possesso dei requisiti per autorizzare la transazione, che sarebbe stata sottoscritta dal dirigente all’avvocatura, sbloccando di fatto la fase di stallo.

Intanto resta il problema della copertura economica, che allo stato attuale sembrerebbe non esserci, con rischio concreto di dissesto finanziario per l’Ente.

Ma il Lodo non è l’unico problema per Campania Felix; esisterebbe anche il contenzioso aperto con i dipendenti che chiedono il pagamento dei prestiti effettuati con alcune finanziarie, che la società avrebbe trattenuto in busta paga ma non versato.

Una vecchia storia che si trascinerebbe dall’amministrazione Napolitano, giunta ai nostri giorni ancora irrisolta.
A tal proposito si registrano i primi decreti ingiuntivi, per un totale che potrebbe sfiorare gli 800mila euro, con pignoramenti verso terzi, dirottati sulla tesoreria del comune di Nola. Un’altra tegola economica per l’ente di piazza Duomo, che rischierebbe il default, per evitare il fallimento di Campania Felix.

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