Cronaca

Nola – Inchieste ed indagati, storie di ”ordinaria” amministrazione

I quattro dipendenti indagati per la vicenda cimitero, sono l’ultimo atto di una serie di inchieste che da qualche anno hanno investito il comune di Nola. Una situazione imbarazzante per chi gestisce politicamente l’ente, per i dipendenti onesti che rispettano orari e regole. Ma le ultime accuse di concussione e corruzione a carico di dipendenti comunali, non fanno altro che allungare un elenco di indagati che, in settori diversi, si sono ritrovati coinvolti in inchieste che hanno offuscato l’immagine della città.

Ombre di grigio che hanno coperto palazzo di città con lo scandalo ”Mandatopoli”; la vicenda dei falsi mandati che ha travolto il comune di Nola nel 2013. Un’azione truffaldina che avrebbe sottratto alle casse dell’ente oltre un milione di euro. Altri settori, altre inchieste sono finiti al centro degli interessi delle forze dell’ordine e della magistratura. Inchieste multiple, con 18 persone coinvolte tra dipendenti, ex dirigenti, politici e imprenditori, tutti in attesa di conoscere la decisione del gup e il destino personale in questa vicenda dove le ipotesi di reato vanno dall’abuso d’ufficio, agli atti contrari ai doveri di ufficio.

Ora le misure cautelari per quattro dipendenti, di applicazione del divieto di dimora in Nola e l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria, sono l’ultima pagina di una brutta storia, con dubbi crescenti sul ruolo di chi avrebbe dovuto controllare e vigilare sull’operato dei dipendenti, sui mancati incassi. Il lavoro svolto dalla Commissione comunale, chiamata ad effettuare un’indagine interna, avrebbe registrato incassi per 25mila euro solo per il 2016. In tutto questo appare necessaria l’istituzione di una banca dati unica che permetta una semplificazione delle attività dei vari settori, un migliore monitoraggio, una veloce attivazione di controlli e verifiche, una maggiore efficienza della macchina amministrativa.

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