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Nola, Il monito dell’eccidio di Nola del ’43 e la tutela dei diritti umani nel nostro tempo

Il servizio di Gianni Amodeo

E’ una ricorrenza doverosa da ricordare, quella che evoca l’eccidio consumatosi , tra il 10 e l’11 settembre del 1943, nella Caserma “Cesare Battisti”, in piazza d’Armi, quando le truppe tedesche in ritirata incalzate dalle truppe anglo-americane, uccisero, per rappresaglia, 11 ufficiali e un soldato semplice del 12.o reggimento d’artiglieria dell’ Esercito italiano che vi era stanziato.
Erano i giorni confusi e convulsi che seguirono l’armistizio, formalizzato e reso ufficiale l’ 8 settembre, a Cassibile, in Sicilia, dal generale Pietro Badoglio, con cui l’Esercito italiano cessava da ogni ostilità verso le truppe anglo-americane; una cessazione di ostilità, che nel corso delle trattative era stata già definita il 3 settembre con la dichiarazione di resa incondizionata, firmata dal generale Giuseppe Castellano, proprio alle forze militari anglo-americane, sbarcate sulle coste siciliane a luglio dello stesso anno.
L’eccidio di Nola fu il primo della lunga e dolorosa serie di stragi e uccisioni di cittadini innocenti e comunità inermi, poste in atto dalle truppe tedesche in quei foschi e lontani giorni; stragi e uccisioni che sono i violenti e tragici volti di tutte le guerre, in ogni contesto e in tutti i tempi. E ancor più lo sono nei tempi correnti, con le enormi potenzialità distruttive che la tecnologia è in grado di assicurare ai sistemi d’arma, sempre più sofisticati con alta portata mortale, come dimostra, tanto per ricordare, il devastante attentato alle Torri gemelle dell’11 settembre del 2001, appena 19 anni fa, appunto, colpendo New York, il cuore del sistema economico, finanziario e produttivo degli States.
Nel recuperare il valore testimoniale dell’eccidio di Nola nell’attualità, si colloca l’importante iniziativa del Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina dei Diritti umani, attivo da anni nel mondo della Scuola, con fulcro propulsivo di manifestazioni e attività di respiro umanitario e liberal-democratico a Lucca, e presieduto dal professore Romano Pesavento. E’ l’appello alla comunità scolastica italiana, la cui vita didattica riprenderà lunedì prossimo, dopo il lungo lock down imposto dal Covid-19, a meditare sulla storia dell’eccidio, rivisitando la genesi e le cause della seconda guerra mondiale e le violenze che la connotarono. Una riflessione sul significato e la pratica della libertà nella democrazia, ancorata ai diritti umani; quei diritti umani offuscati e annullati ieri dalle ideologie violente e totalitarie generatrici di morte e persecuzioni, ma che anche nel Terzo Millennio dell’età post-industriale, sono sotto attacco, come attestano sotto tutte le latitudini del globo terrestre le restrizioni, se non chiusure alla libera circolazione delle idee, del pensiero e delle professioni religiose, per non dire delle tante forme con cui i poteri dei governi autoritari e autocratici negano i principi della vita dignitosa, della giustizia eguale per tutti.
E’ un corollario ampio ed esteso di diritti civili e collettivi negati. E sintomi preoccupanti sullo stato di salute delle libertà umane e civili nel mondo, sono la recrudescenza dei fenomeni razziali negli Stati Uniti d’America, la compressione dei principi di autodeterminazione del popolo di Hong Kong, le dinamiche e gli impulsi del nazionalismo sovranista della Turchia islamista e della Russia potenza euro-asiatica di primo livello. E senza dire dell’espansionismo geo-politico della Cina riversato, in particolare, sull’Africa; ed è la Cina, che condanna, per dissidenza politica, a 11 di carcere, lo scrittore Liu Xiaobo, Premio Nobel per la Pace, morto a 61 anni in ospedale per tumore al fegato nel 2017. Sono sintomi di sofferenza dei diritti umani nella società contemporanea, come attestano le persecuzioni, di cui, e non a caso, il primo bersaglio è costituito dall’informazione stampata ed elettronica, con giornalisti censurati o incarcerati o eliminati
Il nostro tempo – è il senso dell’appello del Coordinamento- tempo che va “letto” e conosciuto anche e soprattutto alla luce degli orrori di ieri, per non ripeterli. Ed è necessaria la lucida razionalità, che fa discernere tra il bene universale della vita e ciò che ne costituisce la negazione particolaristica.

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