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Nola – Gigli, scontro aperto tra amministrazione e Fondazione

L’afoso mese di Giugno è agli sgoccioli, ma la temperatura della Festa dei Gigli a Nola raggiunge nuovi record di calore da far impallidire le stazioni meteo.

Uno scontro ormai palese da tempo, ma il botta e risposta consumatosi a fine settimana tra amministrazione comunale e Fondazione Festa dei Gigli certifica la conflittualità tra i due Enti, da tempo agli antipodi per gestione ed idee sulla Festa Eterna.

Due lettere, la prima a firma del primo cittadino Gaetano Minieri, poi la risposta del presidente del CdA della Fondazione Festa dei Gigli Nicola Argenziano. Terreno di scontro fattuale l’operatività dell’Ente di Via Merliano, ma sostanzialmente la battaglia si consumerà su un altro fronte.

Da un lato la fascia tricolore, con la sua missiva indirizzata al Presidente ed ai consiglieri Santella e Fiumicino, denuncia ed evidenzia l’inoperosità della Fondazione in questo mese di Giugno, lodando invece la laboriosità dell’assessorato alla cultura guidato da Nando Giampietro, di fatto sostituitosi alla Fondazione nell’organizzazione del Giugno Nolano, idea condivisa dalla maggior parte dei consiglieri comunali di maggioranza. Ed il documento del sindaco si conclude chiedendo ad Argenziano e consiglieri un resoconto mensile delle attività svolte, un modo elegante per esercitare “pressione” sull’Ente di Via Merliano.

La risposta di Argenziano non si è fatta attendere. Per il numero uno di via Merliano, che sposta da subito l’attenzione sul vero tasto dolente, la lettera del sindaco certifica e conclude l’opera di delegittimazione della Fondazione messa in campo da oltre un anno, partita immediatamente dopo l’operazione-rimpasto varata da Minieri come soluzione alle sue dimissioni, con l’Assessorato alla Cultura immediatamente “ostile”, secondo il presidente, all’operato della Fondazione. 

Vari gli episodi, a detta di Argenziano, anche noti al Sindaco, che palesano la ricerca dello “scontro” e la sovrapposizione di responsabilità tra Fondazione ed Assessorato, il quale con il passar delle settimane avrebbe di fatto paralizzato e finanche ignorato l’Ente di Via Merliano, svuotandolo di competenze.

Da qui, Argenziano evidenzia il fine ultimo dell’operazione: riconsegnare alla politica cittadina la gestione della Festa dei Gigli, facendo venir meno i presupposti di una gestione “indipendente” della kermesse, libera dalle interferenze della prima. A conclusione delle sue riflessioni, Argenziano si dichiara pronto a rimettere il suo mandato nelle mani del sindaco.

Lo scontro è ormai palese, nonostante i tentantivi di mascherare le frizioni ambo i lati. Già da tempo Più Nola, area politica di riferimento dell’Assessorato alla Cultura, evidenziava come alla Fondazione spettasse un ruolo di semplice promozione della Festa, avocando all’amministrazione il compito di organizzare e dirigere la Festa Eterna.

Con questi presupposti appare chiaro che una Fondazione “svuotata” non avrebbe senso di esistere, naufragando così definitivamente la speranza e l’obiettivo di avere una kermesse slegata dalle dinamiche politiche di città. 

Ma mentre i dottori discutono, il paziente muore. Con le scorribande tra i fazioni che assorbono i pensieri di entrambe, si continua ad ignorare il precario stato di salute della Festa, i cui protagonisti ancora lanciano grida d’allarme rimaste finora inascoltate. 

Se la pandemia offriva la migliore occasione per ripensare alla Festa Eterna, questi due anni sono serviti a certificare come la stessa sia ormai vittima delle clientele di città. Nemmeno lo stop, invocato da molti, è servito ad innescare un’assunzione di responsabilità verso la kermesse, pur chiesto a gran voce da addetti ai lavori e dalla città stessa, traditi dalla politica stessa.

Politica che ora, dovrà indicare la nuova strada. Con il sindaco che formalmente ha le dimissioni del presidente Argenziano tra le mani, bisognerà capire le volontà dell’amministrazione sul dossier Festa dei Gigli. Il sentiero è ormai tracciato, il bivio è chiaro: tornare alla gestione “politica” della kermesse, o dare reale autonomia ad una “nuova” Fondazione. Non ci sono altre scelte possibili, il tempo è già abbondantemente scaduto.

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