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Nola – Gigli: bilancio di una Festa

Tracciare un bilancio della festa appena conclusa non è semplice, e in una realtà come Nola non è facile. Si rischia di evidenziare pregi e difetti, di un’organizzazione con la semplicità di chi guarda da fuori una complessa macchina organizzativa che non è facile gestire. Ma un bilancio si deve comunque fare, e possiamo dire che si è trattato di una festa positiva sotto il profilo dell’ordine pubblico, con un servizio d’ordine perfetto, con strade percorribile lungo il perimetro esterno del centro storico, con traffico contenuto, con le aree di parcheggio che hanno funzionato in maniera libera ma condizionata dai tanti improvvisati parcheggiatori. La festa garantisce anche questo.

Finalmente le strade considerate vie di fuga, sono state liberate dalla macchine in sosta, con cartelli visibili di giorno ma non illuminati, ma sono dettagli. Una festa tranquilla che ha portato in città numerose presenze, tanti turisti, con alberghi pieni. Un indotto notevole per la città e la seconda sfida è stata vinta. Orari rispettati al mattino con la benedizione dei gigli e della barca avvenuta poco dopo le 13 con il vescovo Depalma che ha richiamato tutti ad essere vicini ai bisognosi, a chi la crisi ha tolto la dignità attraverso la perdita del lavoro..

Poi il pomeriggio, tutto bene fino alle 23, poi il blocco e tempi che si sono dilatati rendendo vano il protocollo sottoscritto tra la Fondazione, maestri di festa e capi paranza, per terminare la festa entro le ore 6, invece l’ultimo giglio è arrivato in piazza duomo alle 9.30 del lunedì mattina.

Un flop per la fondazione che credeva nella parola data, nell’impegno scritto, ma su questo bisogna ancora lavorare, per cambiare una mentalità che porta i maestri e le paranza a sentirsi padroni di tutto, imponendo soltanto la propria volontà.

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