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Nola – Fondazione Gigli, Santella nominato vicecommissario cittadino di FdI

Si rinnova l’“abbraccio mortale” tra politica e Festa

Gigli e politica, un binomio che accompagna discussioni “da massimi sistemi”, ma che nonostante il voler parlare tramite slogan, continua a stringere nella sua morsa la vita della kermesse UNESCO.

Un “abbraccio mortale”, come definito da molti, quello tra macchine verticali e i tanti esponenti della vita amministrativa di Piazza Duomo, che a più riprese e con diversi protagonisti si è rinnovato nel corso degli anni.

Già, anni. Uno su tutti, il 2012, l’anno che sembrò quello della svolta. Dato lo scabroso epilogo della kermesse di quell’anno, il sindaco protempore Geremia Biancardi decise di voltare definitamente pagina e di scrivere un nuovo capitolo nella storia della millenaria Festa, dando i natali alla Fondazione Festa dei Gigli.

Una nascita che però non passa da subito la docimasìa, con lo Statuto della neonata Fondazione che non prevedeva nessun metodo di elezione o nomina scevra dalle dinamiche e logiche di Palazzo di Città, finendo inevitabilmente con il sottostare al giogo della politica.

Sintomo principale l’impennata di ricorsi alla Giustizia Amministrativa nell’assegnazione delle Macchine da Festa da parte dei maestri di Festa nell’ultimo quinquennio, pratica storicamente avvenuta in rarissimi casi e che sembra invece essere prassi negli ultimi anni. Una pratica che stigmatizza il malessere della Festa, che però ha concause diffuse.

È da non sottovalutare il valzer delle candidature intrapreso da diversi esponenti dei passati CdA della Fondazione, molte volte ad un passo dalla discesa in campo nella bagarre politica, ma con intenzioni lasciate sempre sul piano della teoria.

La storia però si diverte a scherzare con le coincidenze. E fato ha voluto che le edizioni 2012 e 2019 della Festa fossero accomunate in un simile ma egualmente difficile epilogo.

Subito dopo la fine dell’ultima edizione della kermesse, il sindaco Gaetano Minieri palesò la volontà di ripartire da zero nella programmazione e progettazione del prodotto Festa dei Gigli. Progetto “tabula rasa” poi favorito dalle dimissioni dell’ex presidente Lorenzo Vecchione e di tre dei membri del CdA.

Così il primo cittadino nel mese di gennaio, dopo una lunga fase di gestazione, ha proceduto alla nomina dei nuovi componenti del consiglio dell’ente di Via Merliano.

Ad animare la vita del neonato CdA ci pensa però un nuovo capitolo di questo tormentato romanzo, con la nomina del neo-componente del CdA della Fondazione, Vincenzo Santella, quale vice segretario cittadino di Fratelli d’Italia.

Un fulmine a ciel sereno, che saetta in totale antitesi con gli obiettivi e le intenzioni palesate sia dal primo cittadino, che dal neo-presidente della Fondazione, Nicola Argenziano, con il primo che ai nostri microfoni rispedì al mittente le accuse della minoranza del civico consesso bruniano di rinnovato legame tra politica e festa, ed il secondo a fargli da eco nella conferenza stampa di presentazione del nuovo CdA.

Buone intenzioni smentite e smontate dopo nemmeno trenta giorni, una situazione che ora crea forte imbarazzo. Il primo cittadino, con spirito garantista, continua a credere nel lavoro già messo in campo in queste settimane dai nuovi componenti del CdA, dicendosi pronto a ritornare sui suoi passi nel caso di compromissioni nell’operato della Fondazione da parte dei soggetti da lui nominati.

Restano però i dubbi. Sarà stata solo una leggerezza o questo è ennesimo sintomo di una Festa che, in fondo, non vuole davvero cambiare? Un indizio si dice resti tale. La cronaca lascia intravedere dinamiche differenti, ma la storia recente fa presagire ancora una volta la stessa fine.

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