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Nola – Fondazione Festa dei Gigli, lascia anche Santella

Un tuono, l’ennesimo, che squarcia il silenzio caduto sulla Festa dei Gigli. Arrivano nuove dimissioni dal CdA della Fondazione Festa dei Gigli, a salutare questa volta è il consigliere e responsabile organizzativo Vincenzo Santella.

Addio che arriva a ridosso dei pianificati festeggiamenti per l’anniversario dell’entrata nel patrimonio immateriale dell’UNESCO della Rete delle Macchine a Spalla. Ed a corredo delle dimissioni indirizzate al resto del Consiglio d’amministrazione e al sindaco Gaetano Minieri, anche da parte di Santella è arrivata una lunga lettera che indica responsabili e spinge tasti dolenti di un Ente ormai in piena crisi.

Forti personalismi, mancanza di indipendenza nelle scelte, ingerenze da “fonti” esterne, confronto interno praticamente inesistente. Questi in estrema sintesi gli elementi critici che hanno fatto propendere all’addio da parte dell’ingegnere bruniano. Dati ormai ben noti alle cronache di città, che fanno il paio con lo sfogo-denuncia registrato durante l’ultima puntata della stagione di “Un Attent”, che accompagnò le dimissioni dell’ex presidente dell’Ente di via Merliano, Nicola Argenziano.

Un CdA ora paralizzato non più in teoria, ma nei fatti. Se con le dimissioni di Argenziano era possibile interpretare l’articolo 19 dello Statuto dell’Ente sull’operatività della Fondazione, che avrebbe bisogno di almeno 5 componenti per avere un CdA operativo, l’abbandono di Santella conseguentemente dovrebbe aprire l’era di commissariamento della Fondazione. 

Sempre all’articolo 19, infatti, lo Statuto prevede che nel caso di “impossibilità di funzionamento o continuata inattività” della Fondazione, il Sindaco avrebbe facoltà di proporre lo scioglimento del CdA, non prima di aver però relazionato in seduta di Consiglio Comunale. Una situazione che getterebbe il primo cittadino in una situazione paradossale, venendo costretto dai suoi stessi nominati a portare l’ennesimo dossier “scottante” in Consiglio, dove il clima delle ultime sedute è stato tutt’altro che sereno.

Resta lo smacco, difficile da digerire, a maggior ragione se si pensa che tali spaccature, in seno al Consiglio d’amministrazione e, in senso lato, nell’intero cosmo afferente la gestione della Festa, si sono palesate negli anni di stop causa COVID della kermesse. 

Le dimissioni di Santella riaprono infine la discussione sui massimi sistemi della Fondazione stessa. L’Ente di via Merliano è legato mani e piedi nei propositi e nell’operatività ormai da tempo, ed allora è lecito questionare sul senso stesso dell’esistenza della Fondazione. Domanda che al tramonto della sua esperienza si pose il presidente Argenziano e che oggi torna ripropone l’ingegner Santella con il suo addio. 

Ha ancora senso parlare di indipendenza della Fondazione? O è tempo di ritornare al vecchio modello dell’Ente Festa, fatto che non dispiacerebbe a tanti all’interno della maggioranza Minieri? Le risposte sono tra le mani della politica cittadina, cui la Fondazione ha svolto spesso la funzione di “parafulmine” per un’oramai acclarata incapacità di valorizzare il prodotto Festa dei Gigli, asservendola alle solite logiche di palazzo.

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