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Nola, Festa dei Gigli – Parla la città

È il mese più atteso dell’anno a Nola, o forse era. Abbiamo provato a chiederlo ai cittadini nei giorni in cui la città sembra riprendere vita, complici le restrizioni sempre minori rispetto all’emergenza sanitaria in corso, complice la voglia di riscoprire sprazzi di normalità mancati per troppo tempo.
Giugno sì, nolano, ma non troppo, la sensazione diffusa è quella di una città spenta rispetto al richiamo della propria tradizione; Gigli fermi anche per il 2021, non c’è festa, manca anche lo spirito che accompagnava il mese più atteso dell’anno. Una città su cui pesano gli effetti della pandemia che oscura in parte anche il desiderio di Festa; linea comune nel pensare all’impossibilità di festeggiamenti per l’anno in corso.

E la mente percorre la storia al passato, il ricordo più vicino quello del 2019, il possibile nuovo spartiacque nell’atteggiamento nei confronti della Festa. Quella in particolare, continua a palesare la voglia di cambiamento, un ritorno allo spirito identitario della Festa. Ieri, oggi, domani; anni della pandemia come anni per riflettere, per vederne in concreto gli effetti bisognerà aspettare, si spera, solo un altro anno. Nel frattempo, sporadici appuntamenti a parte, la Festa manca, non solo nella ballata, ma anche nei segni caratteristici. E qualcuno già comincia a temere per l’attaccamento alla stessa delle future generazioni.

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