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Nola – Festa dei Gigli, il Coronavirus “ferma” le Questue

Stop alle Questue. Era vociferato e supponibile sin dall’inizio della diffusione del contagio da Covid-19, ma solo ieri è arrivata l’ufficialità della decisione, con una comunicazione da parte del CdA della Fondazione Festa dei Gigli.

Il presidente dell’ente di via Merliano, Nicola Argenziano, di concerto con il resto del Consiglio, Maestri di Festa e del sindaco della città nolana Gaetano Minieri, ha dato l’alt allo svolgersi delle rituali prove della musica e delle Questue per le corporazioni del Salumiere, del Calzolaio e della Barca.

Appuntamenti fissati nei prossimi giorni e rientranti nell’arco temporale del divieto di svolgimento di manifestazioni pubbliche, previsto dal Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con scadenza fissata al 3 aprile.

Una decisione drastica, ma dovuta, onde evitare ovviamente la concentrazione di persone in luoghi pubblici ed aumentare le possibilità di contagio. Appuntamenti che sicuramente verranno recuperati in tempi e modi consoni, visto che il calendario delle Questue lascia ampi margini di manovra per una loro riprogrammazione tra la fine di aprile e gli inizi di maggio.

Una decisione che comunque non mette al momento a rischio il regolare svolgimento della kermesse, fissata per il prossimo 28 giugno.

In città, infatti, nei giorni scorsi si era diffuso il timore del rinvio dell’edizione 2020 della Festa Eterna, che catalizzando in città migliaia di persone tra turisti, appassionati e curiosi, poteva ricevere lo stop a causa del rischio del contagio. Notizia che però non ha trovato alcun riscontro ufficiale.

Ma nonostante ciò, la possibilità di uno spostamento, se non addirittura del rinvio “in blocco” al 2021, con maestri di Festa e staff coattivamente traslati al prossimo anno, non è totalmente da scartare. Appurato che le dinamiche della Festa non consentono in alcun modo il rispetto delle norme dettate dal decreto del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ruolo cruciale, inutile dirlo, lo avrà il contenimento del contagio del Covid-19.

Il rispetto delle direttive presidenziali, infatti, dovrebbe aiutare come è noto il diffondersi del virus. E nonostante gli addetti di Fondazione e Palazzo di città vigilino sulla questione, ed abbiano attivato i primi canali di comunicazione istituzionale con Prefettura e Diocesi, con il vescovo Marino che ha già dichiarato nei giorni scorsi lo shutdown delle celebrazioni religiose, è quanto mai prematuro immaginare lo scenario da oggi a giugno non solo della millenaria kermesse, ma dell’Italia inter, rendendo superflua la discussione in merito.

Non resta dunque che restare in attesa, senza che inutili isterismi rendano ancor più pesante il clima degli ultimi giorni.

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