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Nola – Festa dei Gigli 2019: il Sarto rinuncia

Possibile la riapertura dei termini per l'assegnazione dell'obelisco

Era nell’aria da diversi giorni, ma si attendevano le comunicazioni ufficiali di ciò che è un vero e proprio ribaltone per l’assegnazione dei Gigli per il prossimo anno. Il caso riguarda il giglio del Sarto, con la formale rinuncia del comitato “Cumpagn ‘e ‘na vita”, assegnatari in prima istanza dell’ultimo obelisco della processione dedicata al santo patrono Paolino.

Una scelta dolorosa e sofferta, fanno sapere i ragazzi del comitato, ma dovuta, a causa del ricorso presentato dal secondo aspirante maestro di festa, Clemente Cioffi, il quale ha formalmente impugnato l’assegnazione delle macchine da festa per l’edizione 2019 presso il TAR Napoli.

Il motivo dell’impugnazione è tanto semplice quanto chiaro: durante l’esaminazione delle domande per l’assegnazione dei Gigli del prossimo anno, per il Giglio del Sarto sarebbe stata ritenuta idonea solo la busta contenente la domanda del comitato “Cumpagn e na vita”, mentre la domanda del maestro di festa Clemente Cioffi non sarebbe stata presa in considerazione.

Il difetto durante la fase di valutazione delle domande, secondo il ricorrente, dovrebbe portare all’invalidità del procedimento adottato per l’assegnazione del Giglio del Sarto. E come conseguenza del ricorso presentato, è stata inamovibile la decisione del comitato “Cumpagn e na vita” di ritirarsi dalla kermesse del prossimo anno. Una presa di posizione dura da parte di ambo le parti in causa, ma mossa dalle più che ragionevoli motivazioni che sorreggono le tesi di entrambi.

Un groviglio intricato, in cui è palese l’imbarazzo in cui è caduta ancora una volta la Fondazione Festa dei Gigli, presieduta dal presidente Lorenzo Vecchione, specie considerata la ancor più grave situazione profilata sempre dal ricorso presentato dal signor Cioffi: all’interno delle motivazioni addotte nel ricorso stesso, Cioffi infatti pone un serio interrogativo sulla liceità dell’operatività del Consiglio di Amministrazione della Fondazione, puntando il dito contro la nomina di Gaetano Fusco, consigliere in teoria in quota alla Città Metropolitana, che sarebbe formalmente non valida perché mancante proprio dell’atto di nomina stesso da parte dell’Ente di Piazza Matteotti. Un interrogativo gravissimo che potrebbe invalidare non solo l’assegnazione del Giglio del Sarto, ma paradossalmente l’assegnazione nella sua interezza, essendo stata approvata da un CdA formalmente illegittimo poiché composto da un consigliere senza nomina, dunque non titolato a partecipare alle attività dell’organo.

Un vero e proprio caos che evidenzia per l’ennesima volta i gravi deficit di operatività e gestione che hanno afflitto la Fondazione Festa dei Gigli sin dalla sua nascita: errori marchiani a cui nemmeno la parte politica ha saputo porre rimedio durante questi anni, diventando talvolta la Fondazione stessa vero e proprio parafulmine delle sbagliate politiche di gestione e promozione. Ed inoltre fa riflettere il “boom” del fenomeno dei ricorsi alla giustizia amministrativa, con gli aspiranti maestri di festa alla ricerca di equità e giustizia attraverso le aule di tribunale, nella speranza di sfruttare le criticità amministrative di un’assegnazione sregolata e svilita dall’Ente stesso.

Nonostante ciò, in giornata la Fondazione ha diramato l’elenco delle uscite delle bandiere delle corporazioni, elenco nel quale è presente anche la Corporazione del Sarto, nonostante la formale rinuncia. Il prossimo passo sarà la verifica da parte della Fondazione Festa della volontà del firmatario, il sig. Giovanni Maddaloni, nel voler ricoprire anche le vesti di maestro di festa. Qualora arrivasse un diniego, si riaprirebbero i termini per la presentazione delle domande di assegnazione per il Sarto.

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